Iª MEDITAZIONE (2ª parte)

Il Dono della DIVINA VOLONTÀ

di padre Mike Adams

San Giovanni Rotondo (FG) - 6 ottobre 1997

 

Un altro esempio lo troviamo nel 17° capitolo di Giovanni quando Gesù, durante l’ultima cena, dice: “Padre, che essi siano una cosa sola con Me come Io sono con Te, affinché il mondo creda che Tu Mi hai mandato”. Il significato dato finora a queste parole è che Gesù desidera che tutto il mondo sia una sola famiglia, che siamo una sola famiglia nella Chiesa cattolica. Ma Gesù ha spiegato chiaramente che con queste parole Lui voleva dire che pregava il Padre perché le creature ritornassero a quella unione di prima (a quella unione che era nel progetto originale di Dio sull’umanità), cioè che diventassimo una sola cosa con Lui come Lui è con il Padre una sola cosa. Ma come sono uno Gesù e il Padre? Sono uno di Natura, Natura Divina, un solo Dio. Noi dobbiamo diventare uno nel desiderio, uno nell’operato, nella volontà, nella vita, nel palpito. Come in una bella famiglia tutti i figli fanno una sola cosa con quella famiglia; ad esempio il padre dice: “Ci alziamo per ...” e tutti continuano: “per andare a lavare i piatti”. Se facessero veramente così, si direbbe che quella famiglia ha una sola volontà: basta che uno inizi e, tutti gli altri finiscono la frase. Gesù ha detto che questa è l’unione che Lui desidera e che ora possiamo avere nuovamente con Lui, con Dio, come era per l’umanità prima del peccato originale.

Spiegheremo, con l’aiuto di Dio, come avviene tutto questo.

La parola chiave in questi scritti è: ‘Dono del Divin Volere’ o ‘della Divina Volontà’; la volontà gioca un ruolo indispensabile in tutti questi scritti.

La volontà è la cosa più importante in noi, come lo è in Dio. La Chiesa ha sempre messo in risalto l’importanza della volontà soprattutto nella valutazione morale degli atti umani: senza volontà, non c’è peccato (questo per quanto riguarda il Sacramento della Confessione). Anche padre Pio chiedeva sempre ai suoi penitenti se vi avevano messo volontà o no nei peccati che accusavano, perché solo così si può capire se l’atto compiuto è meritevole o peccaminoso. Un altro esempio: un bel pensiero avuto di notte, in sogno, non può essere meritevole, perché non implica la volontà della persona; come pure non si può valutare negativamente un pensiero cattivo avuto in sogno. Solo se mi sveglio allora la volontà si metterà in azione e darà valore positivo o negativo agli atti. La volontà è ciò che conta. E così è anche per Dio. Ma mentre la nostra volontà è limitata, in Dio la Volontà è infinita e onnipotente. Se Dio dicesse: “Voglio un bicchiere di acqua”, gli apparirebbe subito in mano, come quando ha detto: “Fiat lux”, e la luce fu. Ogni ‘FIAT’ di Dio è creativo, è un fatto; tutto quello che Dio vuole diventa una creazione, una realtà. Se io voglio un bicchiere di acqua e non mi appare qui, è semplicemente perché la mia volontà non è infinita, non è onnipotente.

Quando S. Giovanni nella Sacra Scrittura dice che Dio è Amore, dice una realtà, perché noi, contemplando tutto ciò che ci circonda possiamo constatare che Dio è Amore; tutto è opera di Dio, ed è opera che mi dice: ‘Ti amo’.

San Tommaso D’Aquino, riportando le cinque prove dell’esistenza di Dio ha parlato del ‘motore immobile’. Anche Gesù ripete questa verità parlando (negli Scritti di Luisa) della Sua Volontà, affermando che la Sua Volontà è il primo moto, il motore di tutto; tutto quanto esiste prende il moto dalla Divina Volontà. Gesù spiega questa verità dicendo: “La mia Volontà è la ruota che dà moto a tutte le altre rotelle, a tutte le altre cose che ho create”. Tutta la Creazione: le stelle, le piante, gli animali, sono come rotelle poggiate sulla ruota della mia Divina Volontà. La Volontà Divina, girando come una ruota, fa girare tutte le altre rotelle poggiate su di Lei. Con questo esempio molto semplice Gesù ha spiegato a Luisa questo concetto difficile: Dio è moto eterno e tutto ciò che Lui ha fatto (che è quindi poggiato su di Lui) si muove con Lui, prende moto da Lui. Perciò, col movimento della prima ruota che è Dio, le stelle scintillano, la pianta cresce e profuma, il cane abbaia e salta: tutto prende movimento da questa grande ruota che è Dio.

Riferendoci ora all’uomo, vediamo come anche lui prende moto dalla prima ruota (da Dio), però, tra la ruota grande (Dio) e la rotella (uomo) si trova un altro meccanismo che è la nostra libera volontà, il nostro libero arbitrio, il dono che Dio ci ha dato perché fossimo simili a Lui, a sua immagine. E come Dio può fare ciò che vuole, liberamente, così anche noi possiamo agire liberamente, perché siamo creati a sua immagine e somiglianza. La rotellina della nostra libera volontà prende il movimento dalla grande ruota (sulla quale poggia: Dio) e trasmette il movimento all’uomo, ma questo movimento può essere usato in modi diversi, per cose buone, neutre o cattive. Ad esempio: stando a casa mia e alzandomi il mattino alle ore 7, posso andare alla S. Messa delle 8, se non ho qualche impedimento, ma potrei invece fermarmi a guardare la televisione; con il movimento che Dio mi dà posso fare queste cose, ma qual è la migliore delle due? Certamente l’andare a Messa! Esistono poi azioni di valore indifferente, come prendere una tazza di caffè od una tazza di thè (naturalmente, se so che il caffè mi fa male, devo scegliere il thè, perché Dio mi parla anche attraverso la mia salute). L’uomo prendendo il moto da Dio potrebbe anche compiere un atto brutto. Ora, con il ‘Dono’ della Divina Volontà Dio sta offrendo a noi la possibilità di far sì che la nostra rotella e la sua diventino una sola cosa. La nostra volontà non potrà mai scomparire, distruggersi, fondersi, annientarsi, perché il giorno che succedesse questo non saremmo più uomini: fa parte della nostra natura avere una volontà umana. Gesù aveva una volontà umana, ma la sua volontà umana da sempre, fin dal suo concepimento nel seno di Maria SS., ha sempre ‘girato’ con il ‘giro’ della sua Divina Volontà. Anche la Madonna è grande perché fin dal primo istante del suo concepimento Lei ha sempre ‘girato’ con il moto eterno di Dio.

Gesù ha detto: “Cosa succederebbe se sentendo questo mio invito a entrare in unione con Me come era per Adamo ed Eva uno dicesse: ‘Io non potrò mai meritarlo, io non ne sarò mai degno; (Gesù e la Madonna vivevano questa unione perché l’Uno è Dio per natura e l’Altra è Immacolata; ed anche Adamo ed Eva, creati direttamente da Dio, erano pure loro immacolatissimi) come potrò io mai pensare di entrare in quella unione iniziale!...’?”. E Gesù dice a Luisa: “Per questo ho cercato per il mondo intero, ho cercato per secoli, fino al giorno in cui ho trovato l’anima più piccola! - sono molto importanti la piccolezza e l’umiltà - Ho cercato la più piccola (Luisa) e, trovandola, ho cominciato a prepararti per fare di te una copia di Me stesso”, cioè, un altro Gesù. Luisa doveva essere quello che noi non saremo mai: lei, per missione, doveva diventare la porta che avrebbe permesso anche a noi di entrare; lei doveva diventare l’anello dove noi saremmo stati agganciati; lei è la più vicina a noi, a questo riguardo; lei è come fosse l’originale fatto da Gesù e noi ne fossimo le copie. Le copie, anche se richiedono lavoro, confrontandole però con l’originale, sono sempre meno difficili da fare. Per questo Luisa ha una grande importanza per noi, perché lei è l’anello di congiunzione, lei è il nostro punto d’aggancio alla Divina Volontà.

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