[1] ANTOLOGIA di MEDITAZIONI sulla DIVINA VOLONTÀ

Le Beatitudini

Meditazione di Roberto Lorenzetto



Scrive S. Paolo nella Iª Lettera ai Corinzi: “Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Quand’ero bambino, pensavo da bambino, parlavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che era da bambino.

Ora noi vediamo come in uno specchio, in modo confuso; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente come anch'io sono conosciuto” (1Cor 13,9-12).

Questo significa che fino alla nuova manifestazione di Gesù, tutto quanto è stato detto e fatto da Lui, non è chiaro e limpido come Lui lo ha inteso dire e fare.

La sua manifestazione autentica e completa, di chi “È” veramente e cosa ha fatto e detto quando stava sulla terra, viene disvelata con il suo ritorno sulla terra, e questo suo “Ritorno glorioso” è iniziato e si realizza per mezzo delle rivelazioni fatte a Luisa Piccarreta sulla Divina Volontà, verità che illuminano con luce nuova e divina quanto è stato scritto nel S. Vangelo.

Anche nella pagina delle “Beatitudini”, Gesù parlava e parla velatamente, ma chiaramente della Divina Volontà come vita da vivere. Quando le ha proclamate queste parole, senza dubbio pensava proprio a questo del vivere nella Divina Volontà, e non può essere diversamente. In un brano a Luisa, Gesù dice che ogni sua parola che ha detto, ogni suo atto che ha compiuto quando stava sulla terra, avevano come scopo primario l’annuncio del Regno della Divina Volontà e la sua realizzazione nel cuore delle creature. Dice S. Paolo nella IIª lettera ai Colossesi: “Io mi sforzo affinché i loro cuori siano ricolmi di gioia… e acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza del mistero di Dio, che è Cristo, in Cui sono nascosti tutti i tesori della Sapienza e della scienza” (Col2,2-3).

Proviamo a scoprirlo insieme e vedremo come queste Verità sono già nel Vangelo di Gesù, anche se coperte come da un velo, e come una volta scoperte, scopriamo quanto sono diverse da come le abbiamo sempre interpretate.

Matteo 5.1-12: “Ed essendosi seduto, s’accostarono a Lui i discepoli. Aperta la sua bocca li ammaestrava dicendo:”.

“Li ammaestrava”: Ammaestrare, significa abituare a fare e a vivere qualche cosa che ti viene insegnata, e Gesù insegnava ai discepoli a ubbidire alla Volontà del Padre; e come avrebbe voluto che qualcuno, almeno, oltre che ad ubbidire alla Volontà del Padre, La avesse accolta anche come vita propria, come era stato in Lui e in sua Madre, ma vedeva che non era ancora giunto il tempo, e si è accontentato, allora di far capire la parte più esterna della Verità, aspettando il momento, che Lui avrebbe visto propizio, per rivelarne la parte più intima, cioè quella che leggiamo ora, adesso.

E vista l’impossibilità di dare ai discepoli queste Verità del vivere nella Divina Volontà, ha dato a loro, per i tempi futuri, il “decalogo” del vivere nel Divin Volere: le “Beatitudini”.

In queste parole Gesù mette in evidenza, come Lui valuti le cose e la vita, non secondo il pensiero e i desideri del mondo, ma indica quali sono i reali pensieri e modi di Dio, e quanto in realtà siano distanti e differenti da quelli degli uomini. Vediamolo insieme, dice:

 


“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli”

Chi sono, innanzitutto i “Beati”? Quando di una persona si può dire “beata”?

Beati sono coloro che vivono nella felicità più piena, non vi sono dubbi, vivono senza alcun pensiero che li turbi, senza ansie e senza preoccupazioni, certissimi che al posto loro, pensa e provvede Qualcuno che è al di sopra di loro e che sa fare le cose meglio di loro. Beati sono coloro che non sono schiavi della loro volontà umana, causa di ogni male materiale e spirituale, volontà che crede di “essere”, crede di “avere e di poter fare”.

Beati sono coloro che sono liberi da ogni vincolo è schiavitù di qualsiasi genere: liberi da situazioni, da luoghi, liberi da persone anche sante, liberi da tutto e da tutti, liberi anche da sé stessi e soprattutto liberi dal peccato. Beati sono coloro che pur non possedendo nulla, in realtà hanno tutto: “Beati” sono le anime che vivono in Cielo alla presenza di Dio. E Gesù chiama “BEATI” i “poveri in spirito”, ovvero, i poveri in spirito, sono creature BEATE.

Allora andiamo a vedere chi sono questi “poveri in spirito”, che sono beati!

I “poveri in spirito” non sono certamente coloro che non hanno beni materiali, di qualsiasi genere siano, e nemmeno coloro che si credono o si reputano “umili”; Gesù precisa in un brano a Luisa, che solamente Lui può dire di essere umile, mentre l’uomo può solo prendere coscienza di sé stesso, del suo reale nulla, “sono niente, Dio è tutto” ci insegna.

Allora chi sono i “poveri in spirito”? I “poveri in spirito”, sono coloro che sono convinti che spiritualmente non posseggono nulla; sanno in cuor loro di non avere nessuna “virtù! propria, sanno che non hanno nessun pregio proprio, che non hanno nessun “carisma” da vivere e da donare, sanno che non hanno in sé stessi nessuna qualità particolare, perché non hanno niente e non sono niente. Non coloro che lo dicono con la bocca, ma poi in cuor loro pensano diversamente, ma coloro che sono veramente convinti di essere “niente”.

I “poveri in spirito” sono coloro che si trovano all'opposto del “giovane ricco” della pagina del Vangelo; questi aveva molti beni, dice il S. Vangelo, e questi beni non erano come si pensa beni materiali, (apparentemente il senso è quello) ma questi “beni“ erano i doni particolari che possedeva nel suo cuore, erano i carismi che possedeva, erano le virtù delle quali si sentiva pieno, pieno di cose buone e sante, era pieno di capacità di fare e di amare, in se, lui pensava di avere tutto; cosa gli mancava per essere perfetto? Nulla, pensava lui. Nulla!!!

E Gesù per riportarlo alla realtà e per renderlo adatto a ricevere il Regno suo, gli dice: “Va’! vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri!” Va’, vendi tutte queste ricchezze che sei convinto di avere, cioè liberatene, donandole ai fratelli che hanno nulla, e così liberato potrai seguirmi per vivere nel mio Regno, che è il Regno del mio Fiat Divino, dove per entrarvi bisogna essere spogliati di tutto.

Il “povero” in spirito che Gesù chiama “beato”, è proprio la creatura che è all'opposto del giovane ricco: il “povero in spirito” non ha nulla, quindi per seguire il Maestro non deve liberarsi di nulla, perché è già LIBERO. Questa della libertà da tutto e da tutti, Gesù insegna, è la prima e indispensabile condizione per entrare a vivere nel Regno della Divina Volontà. A queste anime Gesù si rivolge con questa pagina del S. Vangelo: “Beati voi, perché vostro è il Regno del mio “Fiat” Divino.

A Luisa nel I° volume al capitolo 6, Gesù dice:

“Se vuoi diventare in Me qualcosa di grande, stimati sempre nulla, allora verserò in te il mio tutto”.

Questi è il “povero in spirito”, che Gesù chiama “BEATO”, questi è il cuore che può accogliere il Regno della Divina Volontà, scopo primario e ultimo di ogni desiderio e ogni pensiero di Dio.

 


“Beati gli afflitti, perché saranno consolati”

Ho chiesto un giorno ad un professore di lettere, con una grande carriera alle spalle, quale fosse il sinonimo di consolare, e la risposta che mi ha dato, dopo avere ben riflettuto, è stata “AMARE”; sicché potremo dire allora “Beati gli afflitti perché saranno amati”.

Anche qui, Gesù va controcorrente, contro il pensiero del mondo: Gli afflitti dei quali Egli parla, non sono coloro che soffrono nel corpo: a questi dice che le sofferenze fisiche, sono moneta sonante colle quali faranno acquisto del Paradiso; non si entra in Paradiso senza di queste monete.

Dal volume 3 - 2/12/1899 Luisa dice e insegna:

“La croce è moneta d’inestimabile valore, e se io avrò la fortuna di possederla, mi arricchirò di monete eterne fino a rendermi la più ricca del Paradiso, perché la moneta che corre in Cielo, è la croce sofferta in terra. La sola croce mi svelerà i misteri più nascosti, le cose più recondite, la perfezione più perfetta nascosta ai più dotti e sapienti del mondo”.

E ancora Gesù precisa, se ci fosse qualche dubbio: Volume 4 - 29/12/1901:

Per chi vive alla mia ombra è necessario che soffino i venti delle tribolazioni, affinché nell'anima non possa penetrare nessuna aria malsana”.

Volume 6 - 22/12/1903 continua:

La croce distrugge nell'anima ciò che è della natura umana e la riempie tanto della divinità da formare una specie di incarnazione: Dio nell'anima, e l’anima in Dio”.

Quindi non sono questi, coloro ai quali si rivolge Gesù con questa beatitudine, gli afflitti dei quali parla Gesù, sono altri.

Quali? Gli “afflitti” ai quali si rivolge Gesù, sono coloro che piangono e soffrono tremendamente nei loro cuori, perché bruciano dal desiderio di possedere in loro, la VITA regnante di Dio, nostalgia che, senza accorgersene, li perseguita fin da quando sono stati messi in questo mondo. Sono afflitti, perché la loro volontà umana non dà loro tregua e non dà loro pace nelle battaglie di ogni giorno al male che cova nei loro cuori. Gli afflitti dei quali parla il Signore, sono coloro che come S. Paolo sono costretti a gridare: “Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Rm 7,24)

Questi sono gli afflitti, che dopo la dolorosa battaglia giornaliera alla loro volontà, Gesù dice che saranno certamente, amorevolmente e pienamente consolati, cioè amati da Dio con il dono della Divina Volontà come vita, perché solo in Essa troveranno la vera e piena consolazione, il pieno e Vero Amore: non esiste vera consolazione per la creatura, se non vivendo nella Divina Volontà.

Non sono gli ammalati del corpo gli “afflitti” delle Beatitudini, ma coloro che vivono nella lotta quotidiana contro la loro volontà umana, che li perseguita continuamente con le passioni, con desideri malsani e con le debolezze della volontà e della carne.

Infatti, nel volume 3 - 2/3/1900, Gesù ci dice:

“Il tuo alimento voglio che sia il patire, non come solo patire (come sofferenza fisica) ma come frutto della mia Volontà.

Il bacio più sincero che lega più forte la nostra amicizia è l’unione dei nostri voleri, ed il nodo indissolubile, che ci stringerà in continui abbracci, sarà il continuo patire”.

Quindi non è la sofferenza fisica, quella della carne, alla quale si riferisce Gesù, ma la sofferenza di coloro che sono alla bruciante ricerca del Regno di Dio.

Con la Divina Volontà regnante nella loro vita, queste anime, questi “afflitti” che Gesù chiama “beati”, saranno davvero e pienamente consolati; cioè troveranno in questa vita del Fiat Divino che vive in loro, la vera pace del cuore, la vera pace dell’anima e il vero riposo fra le braccia di Dio Creatore, Redentore e Santificatore: troveranno la vera consolazione e il vero amore.

“Beati i miti , perché erediteranno la terra”

Scopriamo, innanzitutto, chi sono i “miti”. I “miti” sono coloro che immersi nella pace di Dio, vivono della mitezza stessa di Gesù: “Venite a Me che sono mite ed umile di cuore”, dice Gesù nel S. Vangelo. E Dio ha detto “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”: L’uomo Adamo, è fallito; il nuovo Uomo è Gesù, quindi è qui che dobbiamo trovare la nostra immagine e somiglianza. E Gesù ha detto “Imparate da Me che sono mite e umile di cuore”; quindi i miti sono quelli che vivono come ha vissuto e vive Gesù: tutti immersi nella Volontà del Padre.

Gesù è il vero “MITE”; è la sede della mitezza come virtù, e i miti sono coloro che vivono la loro vita alla maniera e all'ombra di Gesù, anzi è più giusto dire che vivono la stessa vita di Gesù: e questo può avvenire solamente vivendo nella Divina Volontà, dove è Gesù stesso che in loro vive la loro stessa vita. Non esiste nessun altro modo per essere davvero “miti”.

Questi “MITI”, Gesù dice che erediteranno la terra. Quale terra!? La terra che calpestiamo? La distesa delle campagne o delle vallate? NO! Non è questa terra che intende Gesù. Ereditare vuol dire “ottenere” un dono per sé stessi, per portarselo nell'altra vita come cosa propria: quindi la vera eredità sono i beni di Dio.

Nessuno porterà con sé nemmeno una zolla di quella terra che calpesta, nell'ultimo dei suoi giorni; non porterà con sé nemmeno un mattone della casa dove abita, non porterà con se nemmeno un bicchiere d’acqua, né un piccolo frutto, niente porterà con sé quel giorno.

Allora qual è questa terra che Gesù dice e promette che “erediteranno” i “miti”? La terra della quale parla il Maestro, è la “terra promessa”, è la “Gerusalemme del Cielo”, è la Divina Volontà nel cuore della creatura come “Regno”, come vita propria; è il loro stesso corpo che come terra santificata, risorgerà; è lo stesso corpo, che come terra divinizzata dal “Fiat” risorgerà con l’anima alla vita di Dio, per vivere nell'Eternità i frutti del Divin Volere che ha vissuto sulla terra.

È qui, dice Gesù, nella Divina Volontà, che sorgeranno i nuovi cieli e la nuova terra; cieli e terra, mille, mille volte più belli e più preziosi della terra e dei cieli che vediamo: la terra del nostro corpo e il cielo della nostra anima. Questa è la ricchezza che non passerà mai, e che vivendo nella Divina Volontà, ci farà avere nelle nostre mani, la stessa ricchezza di Dio, che sarà per sempre nostra, in questa e nell'altra vita.

Volume 11 - 15/3/1912: “L’anima che fa la mia Volontà (e vive in Essa) pare che faccia niente (e non abbia niente), e (invece) fa tutto (e possiede tutto), perché stando nella mia volontà, queste anime agiscono in modo divino, nascostamente e in modo sorprendente” … come fossero un altro Gesù, per questo i “miti” saranno “beati”.

 


“Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia, perché saranno saziati”

La giustizia della quale parla Gesù, non è la giustizia che predica e che pratica il mondo. Questa non è nemmeno l’ombra della giustizia della quale parla Gesù.

La “Giustizia” di cui parla Gesù, è la Giustizia Divina: Dio solo è Giusto!!!

La Giustizia della quale parla Gesù, è il dovere che la creatura ha di cercare il Regno di Dio, che è la vita del Divin Volere, per farlo proprio e viverci dentro. Questa è “La Giustizia di Dio”, perché questo è il suo disegno fin dalla creazione del mondo per l’uomo; questo è ciò che è giusto che l’uomo cerchi e viva con tutto se stesso, per trovarlo, alla fine, e così realizzare, in sé, quel disegno di Dio che è da sempre.

Solamente una volta che l’uomo Lo avrà trovato, si quieterà nel suo cuore la fame di giustizia, perché avendolo trovato, vi vivrà dentro, e quindi si riempirà di Esso fino all'orlo e se ne sazierà. Fino a quel giorno, nel suo cuore, non ci sarà bonaccia, non ci sarà pace e sazietà, perché sentirà sempre che gli manca qualcosa di vitale, qualcosa di essenziale, sente che gli manca quasi l’aria dell’anima da respirare.

Dio non si nega a chi lo cerca con cuore sincero e semplice, anzi senza indugio si rivela, direi subito, colmandolo di tutti i suoi beni, fino a saziarlo oltre ogni misura, saziarlo della sua stessa Vita di Dio.; non solo gliela donerà come cibo per nutrirsi questa vita del “Fiat”, ma ne sazierà la fame.

 


“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”

Di “misericordioso” c’è solamente Dio, quindi il cuore misericordioso è il cuore che ama nel modo con il quale ama Dio. È impossibile, mi direte! Ma Gesù quando dice qualcosa, sa quello che dice.

Volume 11 - 20/8/1913: “Nella mia Volontà ci sono tutti i beni possibili, e l’anima che vive in Essa è necessario che vi stia con fiducia operando insieme con Me da padrona”.

Ancora una volta la chiave di lettura, per questa beatitudine, la troviamo nella vita vissuta nella Divina Volontà. Solamente vivendo dentro la Volontà di Dio si vive nella Misericordia e della Misericordia di Dio, sia verso i fratelli, che verso sé stessi: Gesù, nella Divina Volontà, ci dona la sua Misericordia perché, facendola nostra, possiamo amare il fratello con la stessa sua Misericordia Divina. È in questa vita del Divin Volere nel cuore dell’uomo, che la Misericordia di Dio troverà casa nell'anima fortunata e vi farà stabile dimora: così che la Misericordia di Dio, sarà la Misericordia della creatura, e la Misericordia di Dio e quella della creatura, saranno Una Sola.

Allora Dio non potrà non amare Sé Stesso nella creatura; ed è per questo motivo, che trovando la sua stessa Misericordia nella creatura, la amerà del e con il suo stesso Amore, della e con la sua stessa Misericordia: l’anima, Dio, e Dio, l’anima.

 


“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”

Volume 3 - 21/12/1899:

“L’anima che possiede la purità, è investita di candida luce, in modo che Iddio benedetto, rimirandola, ritrova in lei la sua stessa immagine, e si sente tanto attirato ad amarla che giunge ad innamorarsi di lei, ed è preso da tanto amore che le dà per dimora il suo purissimo cuore; perché solo può entrare in Dio ciò che è purissimo e mondissimo; niente entra macchiato in quel seno purissimo”.

Chi è che rende più o meno puro il cuore dell’uomo? È la sua volontà umana libera. Chi è che agisce nel cuore dell’uomo? La sua volontà umana libera! Chi è che ama nel cuore dell’uomo? È la sua volontà umana libera! Chi è che decide nel cuore dell’uomo? È la sua volontà umana libera! Chi è che pensa nel cuore dell’uomo? È la sua volontà umana liberà! Chi è che sceglie e decide nel cuore dell’uomo? È la sua volontà umana libera! Quindi i puri di cuore sono coloro che sono puri nella loro volontà umana libera.

Ma dal peccato di Adamo, fino ad oggi, questa volontà nell'uomo vive in condizioni pietose, malata, allo stato quasi morente. Allora, chi sono questi “puri di cuore” dei quali parla il Signore se la volontà dell’uomo non è pura? Sono coloro che hanno dato morte in sé stessi alla loro volontà umana libera, per dare vita in loro, volontariamente e pienamente alla Volontà Adorabile di Dio. Questi sono davvero i “Puri di Cuore”; questo perché è la Volontà di Dio che abitando in loro, li rende perfettamente “PURI” della stessa Purezza di Dio. Ecco perché queste anime vedranno Dio faccia a faccia.

Anzi in un brano a Luisa, Gesù dice di più di queste anime: Le anime che vogliono vivere nella Divina Volontà, come in cielo così in terra, fondendo la loro volontà umana con quella Divina (quindi pure di purezza divina), nella Patria Celeste, Dio Gesù, se le metterà di fronte, quindi subito, davanti a Lui, per saettarle senza sosta con saette d’amore per tutta l’eternità e queste anime saetteranno Dio, formando così un perfetto gioco d’amore Divino; questo è il posto che occuperanno in Paradiso queste anime! Ha buon motivo Gesù di chiamarle “Beate” (cf. Vol.11 - 3/3/1912).

Volume 5 - 3/7/1903: “Quando un’anima giunge a rendermi padrone della sua mente, delle sue braccia, del suo cuore, dei suoi piedi e di tutta sé stessa, il peccato non può regnare in lei… L’anima stando sotto l’influsso della mia padronanza è in continua attitudine di purgazione, e se involontariamente qualcosa vi entra, subito ne esce”.

Volume 11 - 20/8/1913: “Come l’anima si decide a vivere del mio Volere, così la mia volontà crea Me Stesso nell'anima”. E Dio è “la Purezza!”

Questa e solo questa è la vera purezza di cuore, ed è la purezza della quale Gesù si innamora, e chiama la creatura che la possiede “beata”.

 


“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati Figli di Dio”

Volume 6 - 9/9/1904: “È la sola pace che fa conoscere se l’anima cerca Dio per Iddio o per sé stessa, perché se è per Dio, l’anima non è mai turbata. Si può dire che la pace di Dio e la pace dell’anima combaciano, e d’intorno all'anima si allargano i confini della pace, in modo che tutto si converte (si trasforma) in pace, anche le stesse guerre spirituali. Invece, se l’anima è turbata, fosse pure nelle cose sante, in fondo si vede che non c’era Dio, ma il proprio io o qualche fine umano”.

La “Pace” è prerogativa solamente di Dio; fuori di Dio non esiste e non può esistere nessuna pace. La pace non è quella che predica il mondo, ma la “PACE” è solamente quella che dona Dio, che esce da Dio, che ha vita in Dio.

Gli operatori di pace, quindi, sono coloro che operano con Dio e in Dio, e questo può avvenire solamente vivendo nella Divina Volontà, perché queste anime vivendo nella Divina Volontà, vivranno della stessa vita di Gesù; quindi sarà la stessa vita di Gesù, principe della Pace, che opererà in loro. Vivendo nella Divina Volontà, la vita la si vive solamente per gli altri, e quando non si opera per fini propri, vi regna sempre la pace. Questi, dice Gesù, sono i figli del suo Cuore, sono i suoi figli legittimi e consanguinei: “A chi vive nella mia Divina Volontà, dico: tu sei carne mia, sangue mio e ossa mie”, dice Gesù (Vol.11 - 20/08/1913). A queste creature, si potrebbe dire, nelle loro vene vi scorre lo stesso sangue di Gesù. Che bello!!!!!

Fuori della vita della Divina Volontà, la figliolanza non è legittima ma è figliolanza “adottiva”, che è ben lontana dalla consanguinea: ecco perché li chiama “Figli di Dio” a tutti gli effetti.

 


“Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli”

Di essi è il Regno dei Cieli, come per i “poveri in spirito”, la prima delle beatitudini. Chi sono i perseguitati a causa della Giustizia? Non certo i perseguitati per la giustizia del mondo!

La Giustizia, abbiamo detto, è il dovere che la creatura ha di cercare Dio nella Sua Volontà, per farla propria e viverci dentro come Gesù insegna. Quindi questi “Beati perseguitati a causa della Giustizia”, sono coloro che vengono combattuti, contrariati, quasi violentati, perché sono in questa ricerca e in questo cammino, verso la Giustizia di Dio, verso il Suo Regno.

Questi “Beati” Gesù Dio, non li abbandonerà mai, né con le Grazie ordinarie né straordinarie, né gli aiuti ordinari e straordinari. Gesù stesso li farà entrare nel suo Regno di Luce, nel Suo Regno di pace, per farne prendere possesso, come Regno proprio. La ricompensa per questi Figli della Luce, sarà lo stesso Regno di Dio, con tutto quanto contiene.

Forse ciò che Gesù ha voluto dire quella volta sulla montagna ai suoi discepoli, è un po’ diverso da come siamo abituati a pensare e a credere noi: Gesù è Dio, pensa da Dio, ragiona da Dio, e valuta le cose e le situazioni da Dio, e i suoi pensieri sono lontani dai nostri come il cielo dalla terra; per questo nelle “Beatitudini”, come molti altri brani del S. Vangelo il loro vero significato è ancora in gran parte da scoprire. 

 F I A T !!!