Libro di Cielo - Volume 4°

Gennaio 5, 190 (45)

L’Umanità di Gesù fu fatta apposta per ubbidire e per distruggere la disubbidienza. Luisa ristora Gesù.

Trovandomi fuori di me stessa, vedevo il confessore che metteva l’intenzione della crocifissione, io temevo di sottopormi, ma Gesù mi ha detto:

“Che vuoi da me? Io non posso fare a meno d’ub­bidire perché la mia umanità fu fatta apposta per ubbidire e per distruggere la disubbidienza, essendo tanto innestata con me questa virtù, che in me si può dire ch’è natura l’ubbidienza, ed il distintivo a me più caro e glorioso; tanto che se la mia umanità non avesse questo di proprio, l’aborrirei e non mi sarei giammai con essa unito. Vuoi tu poi disubbidire? Puoi farlo, ma lo farai tu, non io”.

Io, tutta confusa nel vedere un Dio tanto ubbidiente, ho detto: “Anch'io voglio ubbidire”. E mi sono sottoposta, e Gesù mi ha partecipato i dolori della croce. Dopo ciò mi ha trasportato fuori di me stessa e Gesù benedetto mi ha dato un bacio, e mentre ciò faceva è uscito un alito amaro, e stava in atto di voler versare le sue amarezze, ma non l’ha fatto, ché lo voleva essere detto da me[1] per farlo.

Io subito ho detto: “Volete qualche riparazione? Facciamola insieme, così le mie riparazioni unite alle vostre avranno i loro effetti, ché [fatte] da me sola, credo che vi disgusteranno di più”.

Così ho preso la sua mano grondante sangue e baciandola ho recitato il Laudate Dominum col Gloria Patri, Gesù una parte ed io l’altra, per riparare le tante opere cattive che si commettono, mettendo l’intenzione di tante volte lodarlo per quante offese riceve per le cattive opere. Com'era commovente veder pregare Gesù! Poi ho seguitato a far lo stesso all'altra mano, mettendo l'intenzione di tante volte lodarlo per quante offese riceve per i peccati di cause; indi i piedi con l’intenzione di tante volte lodarlo per quanti passi cattivi e per tante vie storte battute, anche sotto l’aspetto di pietà e santità. L’ultimo il cuore, con l’intenzione di tante volte lodarlo, per quante volte il cuore umano non palpita, non ama, non desidera Iddio. Il mio diletto Gesù pareva tutto ristorato con queste riparazioni fatte insieme con lui. Ma non contento ancora, pareva che volesse versare, ed io ho detto: “Signore, se volete versare vi prego a farlo”.

E lui ha versato le sue amarezze e dopo ha soggiunto:

“Figlia mia, quanto mi offendono gli uomini! Ma verrà tempo che li castigherò in modo che usciranno tanti vermini[2] che produrranno nubi di moscerini, che molto li renderà oppressi. Allora poi uscirà il Papa”.

Ed io: “E perché uscirà il Papa?”

E lui: “Uscirà per consolare i popoli, perché oppressi, stanchi, abbattuti, traditi da tante falsità, cercheranno loro stessi il porto della verità, e tutti umiliati chiederanno al Santo Padre che venisse in mezzo a loro per liberarli di tanti mali e metterli nel porto della salvezza”.

Ed io: “Signore, questo succederà forse dopo le guerre che voi avete detto altre volte?”

E lui: “Sì”.

Ed io: “Quanto me ne vorrei venire prima che queste cose succedessero”.

E lui: “Ed io dove andrò a trattenermi allora?”

“Ah, Signore, ci sono tante anime buone in cui potete trattenervi, che io confrontandomi, oh, quanto mi veg­go cattiva!”

Ma Gesù non dandomi retta mi è scomparso, ed io sono ritornata in me stessa.



[1] lo voleva essere detto da me, cioè: voleva che glielo dicessi io

[2] uomini abietti e spregevoli

<          >