Libro di Cielo - Volume 3°

Novembre 24, 1899 (12)

Amarezza di Gesù per i sacerdoti

Questa mattina il mio dolce Gesù è venuto e mi ha trasportata fuori di me stessa. Ora, siccome l’ho veduto tutto ripieno d’amarezza, l’ho pregato e ripregato che la riversasse in me; ma per quanto ho potuto pregare non mi è riuscito di ottenere che versasse in me le sue amarezze, solo che, siccome mi avvicinavo alla sua bocca per ricevere le sue amarezze, ci[1] veniva un alito amaro. Mentre io ciò facevo, vedevo un sacerdote che moriva, ma non ho conosciuto bene chi fosse perché pareva l’altra intenzione di pregare per un sacerdote infermo, ma non scorgendolo per quello[2], mi son confusa se fosse quello o qualche altro. Onde ho detto a Gesù: “Signore, che fai? Non vedi tu quanta scarsezza di sacerdoti vi è a Corato, che vuoi toglierci degli altri?”

E Gesù, non dandomi retta e minacciando con la mano, diceva: “Li distruggerò, li distruggerò di più”.



[1] ne

[2] pareva l’altra intenzione di pregare per un sacerdote infermo, ma non scorgendolo per quello, cioè avendo l’intenzione di pregare per un sacerdote infermo, non riconoscendolo per quello

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