Meditazioni dal 1° Volume del Libro di Cielo

“Sopra di te ho fatto dei grandi disegni, 

sempre se Mi corrispondi! 

Voglio fare di te una mia perfetta immagine.

Promettimi d’essere tutta mia,

ed Io stesso metterò mano all'opera.

Io stesso t’insegnerò un poco per volta

il modo come fare.

Tu hai ragione che non puoi niente;

non temere, farò Io il tutto,

dammi la tua volontà e ciò Mi basta!

(Gesù a Luisa Piccarreta - Dal 1° Volume del Libro di Cielo)



INDICE Meditazioni

Clicca su un titolo per meditare il corrispondente capitolo, clicca nuovamente sul titolo per ritornare all'indice.



(1) Inizio del cammino nella Divina Volontà

Luca 9,23: “Se qualcuno vuole venire dietro a Me, rinneghi sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e Mi segua!” Quindi è chiaro che è un cammino, un viaggio che Gesù ci chiama a fare; e quando ci si mette in viaggio, quando si decide di andare da qualche parte, normalmente ci si chiede dove si sta andando oppure ci si prefigge la meta da raggiungere, il luogo verso il quale si è diretti e dove si arriverà; nessuno si mette in viaggio o intraprende un cammino senza avere ben chiara la “meta”, il luogo, il traguardo da raggiungere: sì o no?

Benissimo, noi oggi iniziamo un percorso di vita, materiale e spirituale, nuovo, completamente nuovo, (lo dice spesso Gesù questo negli scritti), che terminerà il giorno in cui il buon Dio ci chiamerà a Lui, non un istante prima; un itinerario e un traguardo fino ad ora sconosciuti.

La “Strada” che percorreremo in questo cammino, saranno le “Verità” sulla Divina Volontà come vita nostra da vivere, (verità che Gesù ha fatto scrivere a Luisa Piccarreta) e la “Meta”, l’arrivo, il traguardo sarà il “Regno del “Fiat” Divino come nostra casa, nostra dimora regale, come desiderio di Dio che si è realizzato in noi, quel desiderio che Gesù ci indica come cammino da fare passo dopo passo, ogni giorno nel Padre nostro: cioè Padre, “Sia fatta, in noi, la tua Volontà, come in Cielo così in terra!”

Se apriamo i libri della liturgia della Chiesa, troviamo centinaia e centinaia di preghiere, una più bella, più santa e più carismatica dell’altra; eppure Gesù-Dio ce ne ha data una soltanto, “Il Padre Nostro”; questo ci porta a pensare che dentro a questa preghiera ci debba essere tutto quel programma di vita da vivere che, Lui, Dio, aveva pensato fin dall’eternità per ogni singola creatura, per la sua S. Chiesa e per tutta la famiglia umana. Dice in un brano, che dentro a questa preghiera c’è il suo stesso Cuore di Dio che prega per noi ed in noi il Padre, perché il Padre, sentendosi pregato dal suo stesso Figlio, certamente ci esaudirà.

Stretti, allora, per mano fra di noi, ma soprattutto mano nella mano fra noi e Gesù e Maria SS., iniziamo questo viaggio tutto di Cielo che ci porterà a vivere in Paradiso fin da ora, qui, sulla terra!


(2) Spogliamento di sé

Oggi, iniziamo ad imparare a mettere in pratica questo cammino della Divina Volontà, che, piano piano, in noi vuole diventare vita della nostra vita.

Più ci lasceremo spogliare del nostro protagonismo e più Lei troverà in noi lo spazio necessario per lavorarci, ed entrare in noi come vita nostra.

Questo invito di spogliamento, non è solo per qualcuno, per qualche categoria speciale, ma è rivolto a tutti, chiunque esso sia, dal capo dello Stato all’ultimo dei cittadini, da chi ha la più alta Carica Religiosa all’ultimo degli ultimi, se vuole vivere nella Divina Volontà.

Il primo pensiero che dobbiamo modificare in noi, se davvero vogliamo seguire Gesù in questo viaggio, è che non dobbiamo considerare e valutare l’amore di Dio secondo le grazie e i doni materiali che ci dà, (questi sono solo mezzi e passeranno presto) ma secondo le grazie spirituali che ci dona, (perché queste sono “il fine” e rimarranno per l’eternità) perché è lo “spirito” che risusciterà la “carne” e non viceversa.


(3) Per il mondo siamo solo dei numeri

Bene, allora, iniziamo i primi passi di questo viaggio, facendoci una domanda di importanza fondamentale: Chi siamo e cosa siamo ogni uno di noi per il mondo?

Siamo forse un nome? Non sempre, dipende da come ci chiamiamo! Siamo forse un “valore” importante? Un valore che conta? Solo fin che siamo utili e sfruttabili!

Siamo forse degli esseri umani? Solo se siamo ricchi o famosi!

Siamo degni di rispetto? Solo se siamo laureati o occupiamo nella società posti ben in vista, o se siamo figli dei tali o dei tal altri!

Per tutto il resto, per il mondo, siamo dei numeri, sembra una barzelletta ma è proprio così: siamo dei numeri.

Proviamo a vedere: quando nasciamo ci mettono un numero al polso per non confonderci; qualche giorno dopo ci danno un numero all’ufficio anagrafe, numero che rimarrà nei nostri documenti per sempre; dopo ancora, ci danno un codice fiscale che ci rimarrà scritto addosso per tutta la vita; se andiamo all’ospedale, siamo un numero di letto; in un ufficio siamo un numero di attesa; al lavoro siamo un numero di scheda, se moriamo, siamo un numero di lapide del camposanto. Insomma per il mondo siamo un numero e sempre un numero!

In che brutta condizione viviamo; fa semplicemente pietà!


(4) Per Dio ognuno di noi è un Regno

Ma …..ci siamo mai chiesti cosa siamo noi per Gesù? Cosa siamo noi ai suoi occhi e per il suo Cuore?

Sapete cosa siamo noi per Dio? Sapete cosa siamo?

Ogni uno di noi è un “regno”! Un Regno con la “R” maiuscola! Questo siamo noi per Gesù! E cosa è un “Regno” con la “R” maiuscola per Gesù?

Tutta la creazione è un “Regno! Un regno con i suoi mari e oceani infiniti; con le montagne che toccano il cielo; un regno con il suo cielo pieno di stelle; con il sole splendente nella volta celeste; con le sue piante variegate, con i fiori, i frutti; le vallate; con i suoi fiumi, i laghi, e i torrenti; con gli animali, i venti, la notte, il giorno, ecc., questo è un Regno per Gesù. La Creazione!

Anche la Redenzione di N.S. Gesù Cristo è un “Regno”; un Regno con il cielo pieno delle stelle delle sue verità e delle sue virtù; con il Sole della sua Divinità; con i mari e gli oceani delle sue grazie; con i prati pieni delle perle delle sue Piaghe, del suo Sangue, dei suoi dolori, del suo Amore; con l’aria tersissima del suo Perdono, con il Cibo della sua Parola come nutrimento per chi vi abita; ecc. La Redenzione!

Questi sono i “Regni” per Gesù; Regni autentici, veri; non come quelli che ci raccontavano nelle favole da bambini, o quelli che abitualmente considera l’uomo, ma questi: La Creazione e la Redenzione!

Bene! Ogni uno di noi è un “Regno”!


(5) Siamo un regno corrotto e misero…

Un Regno che dovrebbe essere bello e prezioso almeno come questi Regni che abbiamo sentito: la Creazione e la Redenzione! Ma non è così!

Ma c’è di peggio, purtroppo, questo regno, in noi, non solo non è così bello ma è anche senza il suo Re; non perché questo Re è in vacanza oppure perché è fuggito, ma perché noi Lo abbiamo cacciato fuori dal nostro regno, e questo per poter fare la nostra propria volontà e non la volontà di Colui che avrebbe dovuto essere il nostro Re!

Inoltre, questo regno in noi è tutto sottosopra; una cosa combatte l’altra; l’ansia combatte la paura e la fanno da padrone; i vizi, i capricci, la superbia e le passioni, la cupidigia, la lussuria, ci battono come tante fruste; non c’è una sola cosa al suo posto in questo nostro “regno”; e questo perché il re che abbiamo messo sul trono è il nostro “io”, e tutto deve girare attorno a lui, “altrimenti mi arrabbio”!

È un regno senza sole, senza stelle, con il cielo sempre buio, i fiori sono appassiti, l’aria è fredda, tetra e irrespirabile. L’acqua è sporca ed avvelenata, i frutti sono pochi, miseri ed acerbi!

Che brutto regno abbiamo in noi! E pensare che siamo stati creati come dei Regni più belli dell’universo che vediamo attorno ai nostri occhi; anzi il mondo che ci circonda, avrebbe dovuto essere solo un’ombra della bellezza e della luce del “Regno” che avrebbe dovuto essere in noi.

Ah, se potessimo tornare indietro, alle origini, che meraviglia sarebbe; ritornare a vivere del sole e nel sole; gustare e ammirare la bellezza del creato appena uscito dalle mani di Dio; l’armonia delle nostre passioni ordinate e domate, dei nostri desideri santificati, dei nostri sogni divinizzati. Se si potesse tornare in dietro! Se si potesse realizzare! Sarebbe meraviglioso! È vero, sì o no?!


(6) Gesù vuole ristabilire un Regno di luce, di pace e santità nella sua Divina Volontà

Ma è proprio questo che Gesù-Dio vuole fare, perché, ora, Gesù nel suo immenso Amore senza confini e con la potenza della sua Divina Volontà, vuole riportare nel nostro “regno” che è in noi, quello sfarzo, quella bellezza, quell’armonia, quell’ordine, quella santità che aveva avuto all’origine, il “Regno” in Adamo prima del peccato.

Ma…come lo può fare?

Molto semplice, per Lui, Dio! Mentre è impossibile per noi! Facendo proprio così: togliendo, con il nostro consenso e il nostro “sì” totale, (non parziale ma totale) dal trono del nostro regno, il nostro piccolo e deformato “io” che avevamo fatto nostro re, e facendo sedere in quello stesso trono, quale Re incontrastato, Lui, Gesù, che con la sua Divina Volontà, ridarà miracolosamente vita al suo Regno Divino dentro il nostro piccolo e precario regno.

Ma Gesù non vuole essere un Re che comanda in questo nostro Regno, che dà ordini, Lui vuole essere: un Padre: vuole essere “Nostro Padre”! vuole essere il passo dei nostri piedi, il pensiero dei nostri pensieri, il respiro dei nostri respiri, l’amore del nostro amore, la Volontà della nostra volontà, la Vita della nostra vita! Insomma, vuole essere tutto per noi ed in noi! Perché la novità è proprio questa: non più “Dio con noi e noi con Dio” ma “Dio in noi e noi in Dio”

Per questo vuole plasmarci per mezzo delle verità che ha dato, per noi, a Luisa Piccarreta, le sole che potranno trasformare questo nostro “regno” da piccolo, corrotto, stolto, malato, ribelle, e chi più ne ha più ne metta, in “Regno di luce di pace e di santità della sua Divina Volontà, come lo aveva creato nel primo uomo!

Bene! A volte basta toccare questo nostro Regno nel suo proprio “io”, nelle sue pieghe più intime, più buone, più generose, più sante e segrete, perché con relativa facilità andiamo, come si dice, in crisi, e questo non va bene, non funziona.

Iniziamo, allora, questo cammino del vivere nella Divina Volontà, come spero tutti noi vogliamo, partendo dal I° Volume, dalle cose più semplici ma tremendamente importanti, perché questo Regno della Divina Volontà possa trovare in noi il terreno adatto dove crescere, proprio come ha fatto Gesù in Luisa.


(7) Autenticità degli scritti di Luisa

Dice Gesù a Luisa, questo per farci capire l’autenticità di queste “Verità” che ci ha dato: volume 3, 8/1/1900:” Mentre tu scrivi ti guido Io Stesso la mano!”

Volume 17, 17/9/1924: “…Dopo, il mio dolce Gesù andava prendendo tutti i libri scritti sul suo Divin Volere, li univa insieme, poi se li stringeva al Cuore, e con una tenerezza indicibile ha soggiunto: “Li benedico di cuore questi scritti; benedico ogni parola, benedico gli effetti ed il valore che essi contengono; questi scritti sono una parte di Me Stesso”.

Quindi tutto quello che scrive Luisa è Gesù Stesso che lo scrive con la mano di lei! Quindi è “Autentica e reale Parola di Dio”, di questo dobbiamo esserne certi; Santo Annibale Maria di Francia, con il suo “Nihil obstat” è la garanzia della Chiesa Ufficiale su queste Verità, perché Revisore e Censore di questi scritti per conto della S. Sede, incaricato personalmente dall’Arcivescovo della Diocesi di competenza.


(8) Quando ci sembra non potercela fare a leggere i volumi…

Ma prima di partire con queste meditazioni sulla Divina Volontà, vorrei dirvi un’altra cosa molto, molto importante: Al mio invito di dedicarvi alla lettura degli scritti di Luisa, spesso mi viene data questa risposta: “Io vorrei leggere, ma gli impegni della giornata me lo impediscono, non ho proprio il tempo materiale: Devo badare ai miei genitori anziani che ho in casa con me, oppure che mi abitano vicino; devo accudire ai miei nipotini; dopo 10 o 11 ore di lavoro, fabbrica, ufficio o campagna che sia, non ho più né forze né capacità fisiche per leggere; ecc. Se poi sono un parroco, non ho nemmeno il tempo di respirare. Mi sento così scoraggiata o scoraggiato che mi verrebbe voglia di mollare tutto”.

Questo non è pensiero di Gesù, che vuole invece farci Dono del suo “Divin Volere”, ma è pensiero del nemico che vorrebbe impedirci di ricevere questo Dono.

Gesù, guardandoci sorridendo, potrebbe dirci così: “Ascoltami, non sono Io che dispongo ogni cosa, in Cielo, sulla terra e sotto terra? Quindi anche queste situazioni della vostra vita sono Io che le dispongo; e non le dispongo, certo, per allontanarvi dal dono del Divin Volere che tanto desidero darvi. Piuttosto, quando vi succedono queste cose e non avete il tempo di leggere nemmeno una pagina dei miei scritti, pensate che sono Io che lo dispongo, perché così vi do la possibilità e l’opportunità di mettere in pratica quello che già avete imparato. Perché faccio questo? Perché è la pratica quella che trasformerà la vostra vita. Io non ho fretta, le cose le faccio secondo i miei tempi! E Io, come vi do l’opportunità di mettere in pratica ciò che avete già imparato leggendo, vi darò anche l’opportunità di avere il tempo per aumentare le conoscenze sul mio Divin Volere facendovi trovare il tempo per leggere e leggere ancora; dovete solamente avere pazienza e fidarvi di Me!”

Questo insegnamento è tanto importante!

Ascoltiamo e facciamo nostri, allora, questi insegnamenti, per formare questo Regno di Dio in noi, e la nostra vita, vi assicuro, sarà trasformata.


(9) Per iniziare: virtù e distacco da tutto

Nei primi 10 Volumi, Gesù ci parlerà prevalentemente delle “virtù” da interpretare e da vivere come le intende e le vuole Lui, e non come le intendiamo noi!

Volume 1, cap.5: “Io sono tutto il bello che merita di essere amato! Se tu non allontani (non togli) da te questo piccolo mondo che ti circonda: pensieri, affetti ed immaginazioni (attenzioni, apprensioni) verso le creature, Io non posso entrare del tutto liberamente nel tuo cuore e prenderne stabile possesso. Questo mormorio continuo nella tua mente è di impedimento a Me, che sono sposo affatto geloso (cioè gelosissimo): (questo mormorio nella tua mente) non ti lascia sentire chiaramente la mia voce, (anche se Mi senti, Mi senti molto confusamente, quindi) non Mi lascia versare in te le mie grazie, non ti lascia innamorare totalmente di Me. Promettimi di volere essere tutta mia, ed Io metterò mano all’opera per fare di te tutto quello che voglio;” È venuto il tempo che Gesù non si accontenta più di averci con Lui un’ora sì e un’ora no, un po’ sì e un po’ no, ora ci vuole tutti e solo per Lui, è troppo il bene che ci vuole; mentre tutto ciò che ci circonda nel mondo, invece di portarci a Lui ci porta lontano da Lui: mi spiego: se il nostro cuore e la nostra mente è occupata o dal nostro lavoro, (che è pure una cosa importantissima), o dalle nostre amicizie, o dai nostri affetti, dai nostri interessi, dalle nostre passioni, apprensioni ed aspirazioni, per Lui non c’è posto in noi, se non un piccolissimo angolino, in fondo, in fondo al nostro cuore. E questo Gli impedisce di intervenire nella nostra vita come vorrebbe, invece, intervenire. Serve a poco pregare e pregare, se poi Gesù non trova lo spazio dove poter realizzare in noi il suo disegno d’amore, (perché non dimentichiamolo mai, Gesù è solo Amore, Amore vero ed autentico! E Gesù sa e può dare solo Amore!)

“Tu hai ragione di dirmi che nulla puoi fare da sola; (lo dice chiaro anche nel Vangelo) non temere, farò Io il tutto per te, (tu) dammi la tua volontà e ciò mi basta”. Vedi, per versare nel tuo cuore le mie grazie, voglio proprio farti capire che da te niente puoi; Io Mi guardo assai bene da quelle anime che attribuiscono a loro stesse ciò che fanno… “

Gesù se ne guarda bene da coloro che credono di poter e sapere fare qualcosa, anche fossero cose buone o sante; Gesù, da queste persone tiene bene le distanze, perché diffida di loro: “nulla potete fare senza di Me!” ha detto! Mentre queste anime pensano di essere brave a “fare”: cioè a lavorare, a pregare, ed amare, a soffrire, ecc “…Voglio che tu stia con Me come un bambino legato in fasce che non può muovere né un piede per dare un passo, né una mano per operare, ma tutto aspetta dalla Madre; così tu starai vicina a Me come un bambino, pregandomi sempre che ti assista, che ti aiuti; confessami sempre il tuo nulla, aspettando tutto da Me”. Questa è la regola nuova di Gesù, ricevere tutto dalle sue mani! Questo è l’insegnamento che rivoluzionerà la nostra esistenza per cambiarla in meglio: Cosa fa un bimbo in fasce in braccio a sua madre? Proprio niente! Dipende tutto e completamente da lei: se la mamma le dà il seno, mangia, altrimenti no; se lo mette a dormire, dorme; se lo lava, si lasca lavare; se lo veste si lascia vestire, ecc; il bimbo non decide niente e non fa niente di sua iniziativa: questo deve essere l’atteggiamento del figlio che vuole vivere nella Volontà del Padre: cioè, lasciare nelle mani del Padre tutta la propria esistenza, in ogni sua più piccola piega, azione e necessità, in tutto!

Sapete qual è il più grande miracolo che Dio può operare in una creatura, uomo o donna che sia? È il miracolo di piegare la sua propria volontà umana alla Sua Volontà Divina! Non esiste nei confronti dell’uomo miracolo più grande!

Continua Gesù: “Ogni volta che ti lasci trasportare un po’ a lungo nel (pensare o nel) parlare di cose indifferenti o che non sono necessarie, sono tutti (pensieri o) discorsi che Io non gradisco; tutto ciò ti riempie la mente di cose che non mi appartengono e ti circondano il cuore di una polvere nociva, e questa giunge a farti perdere l’efficacia della mia grazia, rendendola, così, debole e non più viva. (Sembra severo, duro o esigente qui Gesù, ma non è vero, è semplicemente realista e concreto) Imita Me: quando Io stavo nella casa di Nazareth, avevo la mia mente solamente occupata a tutto quanto riguardava la gloria del Padre mio e la salvezza delle anime; la mia bocca non si apriva se non per fare discorsi santi, cercando con le mie parole d’indurre altri a riparare le offese che si facevano al Padre mio….Tutto ciò che si diceva, richiamava Dio; tutto ciò che si operava, era indirizzato e riferito a Lui; perché non potresti fare altrettanto anche tu?”

Sì! Perché non possiamo fare altrettanto anche noi! Certamente non è e non sarà cosa facile, (il rispetto umano, la paura dei giudizi di chi ci ascolta e ci guarda, la bella o brutta figura… questo ci frenerà non poco,) ma se lo lasceremo fare, in noi, a Gesù, sarà certamente possibile! A Lui nulla è impossibile! Proviamo a riflettere un pochino: dove ci portano e a cosa ci servono tutte le “chiacchere” che facciamo inutilmente con amici e conoscenti? Dove ci portano e cosa ci danno? Solo a perdere tempo prezioso e a perdere di vista l’amore di Gesù! A questo ci portano! Non è vero? “Ma è impossibile!”, mi direte “a fare come ha fatto Gesù”, ma Lui ci risponde:


(10) Il tutto di Dio e il nulla della creatura

Vol. 1, cap. 6 “Non temere che a poco a poco faremo tutto. Conosco quanto sei debole, ma è da Me che attingerai la forza, la costanza e la buona volontà di eseguire ciò che ti sarà detto”. Solo Gesù può darci questa capacità e questa forza, noi non ne saremo mai capaci! “Nulla potete fare senza di Me” ha detto nel S. Vangelo, e non l’ha detto tanto per dire, ma l’ha detto perché è la realtà più vera che esista per ogni creatura, chiunque essa sia, anche se fosse una santa.

“Voglio che tu sia retta nell’operare: un occhio deve guardare Me e l’altro ciò che fai”.

Vediamo come Gesù ci vuole cambiare il modo di vivere! Perché è proprio questo che dovrebbe essere il nostro vivere! In tutto ciò che facciamo, che diciamo, che operiamo, che amiamo e che viviamo, dovremmo farlo coscienti che Gesù è lì vicino a noi, anzi dentro di noi, che sta guardando ciò che stiamo per vivere; questo non per giudicarci o criticarci, ma per aiutarci, anzi meglio, per farlo Lui in noi!

“Voglio che per te le creature scompaiano affatto (del tutto), così che quando verrai comandata da loro, eseguirai tutto come se ti venisse comandata da Me, (Gesù vuole che in chi ci vive accanto e in chi incontriamo, vediamo Lui, la sua stessa persona) affinché, con l’occhio fisso in Me, tu non giudicherai nessuno, non guarderai se la cosa sia penosa o disgustosa, facile o difficile. Chiuderai gli occhi a tutto ciò che ti sarà comandato e li aprirai in me solo, pensando che sto sopra di te a mirare il tuo operato, e di frequente Mi dirai: “Signore dammi la grazia di fare bene ciò che per Te solo voglio intraprendere, camminare e terminare; non voglio più rendermi schiava delle creature”. In modo che se (tu) cammini, se parli, se operi, e qualsiasi altra cosa, tutto lo farai con l’unico fine del mio maggior piacere e compiacenza”. Tutto fuorché il peccato.

Qui incomincia il bello, qui incomincia il vero lavoro di Gesù nelle nostre abitudini più radicate, qui Gesù entra dentro la nostra vita per modificarla, per rovesciarla se necessario, al fine di renderla come la vuole Lui ed è bene per noi. Solo Gesù deve essere il nostro punto di riferimento, sia nel dare a Dio e ai fratelli, che nel ricevere da Dio e dai fratelli! Solo Lui deve diventare il nostro metro di misura, il setaccio con cui passiamo in rassegna i nostri atti. Certo che noi non ce la faremo mai! Ma se ci abbandoneremo a Lui, lasciandolo libero di lavorarci come Lui desidera, come neonati in braccio a nostra madre, tutto in noi sarà possibile; qualsiasi trasformazione sarà possibile; anche dovesse essere una trasformazione miracolosa.

“Se vuoi diventare in Me qualcosa di grande, stimati sempre nulla; ed Io compiacendomi del tuo vero abbassamento, allora verserò in te il mio “Tutto”. Vero abbassamento, non finto o apparente, ma vero! Perché è questo che dobbiamo sapere, e questa è una grazia straordinaria che Gesù ci sta facendo: a Lui piace che ci consideriamo, che siamo convinti nel nostro cuore che siamo davvero niente, non “poco”, ma “niente”, “nulla”, perché è solamente sul nulla che può realizzare il suo capolavoro: cioè renderci simili a Lui: Il vero abbassamento, quello che ti fa dire: “Tutto è davanti a me, tutto viene prima di me!”


(11) Virtù della mortificazione

“La prima cosa che Io voglio (da te) è che tu mortifichi la tua volontà”.

Questo è l’obiettivo che Gesù ha in ogni creatura, ottenuto questo ha ottenuto tutto: la convinzione nel cuore di essere davvero niente! Come dire, prendere la propria volontà tra le mani e guardandola in faccia dirle: “tu sei niente, tu non vali niente, tu non puoi niente!” Questo è l’obbiettivo di Gesù per ogni uomo: La convinzione nel cuore di essere davvero niente! Non dirlo con la bocca ma con il cuore e con la vita!


(12) La vera Misericordia di Dio: pentimento, confessione, perdono dei nostri peccati.

Adesso Gesù ci fa conoscere il vero volto della sua Misericordia”: Ditemi, dove e quando Dio ci dimostra la sua Misericordia? Quand’è che la Misericordia di Gesù tocca il punto più alto nei nostri riguardi?

Quando ci concede grazie particolari? No!

Quando ci concede qualche miracolo? No! La Misericordia di Dio tocca il suo punto più alto nei riguardi dell’uomo, quando dona all’uomo il perdono di Dio, e nonostante l’offesa ricevuta, vuole farci il Dono di tutto Sé Stesso nel Divin Volere! Dice Gesù:

“Sappi che quando un’anima si è umiliata, perché convinta di avere fatto il male, non deve continuare a pensare al passato. Quindi (purché) contrita ed umiliata, lavata già nel sacramento della Penitenza, è più disposta a morire anziché ritornare ad offendermi.”

“Ma, siamo uomini o donne, è impossibile non peccare”; allora Gesù direbbe una cosa sbagliata? No, Gesù non sbaglia mai quando parla! Il fatto è che se il nostro fosse vero amore per Gesù e il nostro desiderio di vivere nella Volontà di Dio fosse autentico, dovrebbe essere proprio così: Dovremmo preferire di morire anziché offenderlo di nuovo, questo dovrebbe essere, almeno, il nostro desiderio, desiderio che solo Lui, naturalmente, può attuare in noi, da soli non ci riusciremo mai!

“Continuare a pensare al passato è un affronto che si fa alla mia Misericordia e, nello stesso tempo, ostacolo al mio amore, perché non posso far prendere all’anima, nel mio amore, (notiamo questo: Nel mio Amore) il volo verso il Cielo, mentre (lei, l’anima) vuole continuare a stare immersa nelle sozze idee, pensando al proprio passato”.

Questa è la vera Misericordia di Dio! Non quella di farci questa o quella grazia, ma quella di perdonare incondizionatamente la nostra offesa fatta a Lui che è Dio, da noi che siamo niente, che siamo polvere!

“Vedi, Io del male da te commesso, non me lo ricordo più, avendo (Io) tutto perfettamente dimenticato (scordato, cancellato,)”. Se lo ha dimenticato Dio il nostro peccato, perché lo vogliamo ricordare noi? Non ci fidiamo del suo perdono, se il nostro pentimento è sincero? Se lo ha dimenticato Lui, allora perché ricordarlo noi? Quel continuo battersi il petto, dice Gesù, è mancanza di fede nel suo perdono! Perché è un continuare a guardare a sé stessi (che Gesù dice è un vizio) e non è guardare a Lui (che invece è virtù).

“Vedi, Io del male da te commesso, non Mi ricordo più (nulla), avendo tutto perfettamente dimenticato”. Questo è l’amore di Dio per l’uomo! Ciò che non riusciamo a fare noi! Perché noi siamo più disposti a ricordare il male ricevuto che a dimenticarlo; Dio, Gesù, non solo perdona ma dimentica anche il nostro peccato più grave quando è stato confessato nel pentimento. “Figlia mia, quanto sarebbe meglio che pensassimo ad amarci vicendevolmente! Perché vuoi portarti (e pensare) ancora al passato? Cerca perciò, d’ora innanzi, di contentare Me (e non pensare al passato) e starai sempre in pace”.


(13) La versa pace

Sì! Perché la pace la si ha solo quando si è in sintonia con Gesù! Solo lì c’è vera “Pace”, la Pace di Dio! Non pensare al passato, al male commesso in passato, (già confessato nel Sacramento della Penitenza), è contentare, è fare felice Gesù! Il che è l’opposto di ciò che abbiamo imparato fin da piccoli ed è correggere in meglio il nostro operare...

Ora Gesù, ci dà un insegnamento importantissimo, che ci potrà essere molto ma molto utile: Dice Luisa: “Gesù Cristo mi insegnò che il mezzo più efficace per fare che l’anima resti libera da ogni vana apprensione, da ogni dubbio, da ogni timore di offendere Dio, è di proclamare, affermare con forza, ribadire con fermezza innanzi al Cielo, alla terra e agli stessi demoni, di non volere offendere Dio, anche a costo della propria vita…” Osserviamo come Gesù ci chieda spesso, come contropartita ad una sua “verità” la nostra stessa vita. Questo ci dice quanto preziosa è anche una sola sua Verità!

Questa convinzione, che ci insegna Luisa, è determinante in noi e ci libererà da ogni dubbio! È la volontarietà l’autrice di ogni male; se non c’è volontarietà di fare il male, il male non esiste! Non c’è! Gli scrupoli a Gesù non piacciono, a Lui piace la pace e la serenità, ed è per questo che con infinito amore ci insegna il modo di poterle vivere! E ci dona tutti i mezzi necessari perché le possiamo ottenere e possedere!


(14) Confronto delle nostre sofferenze con quelle di Gesù

Vol.1, Cap.10, Uno di questi modi per rimanere nella serenità e nella pace è questo: Noi siamo abituati a lamentarci di tutto e di tutti, spesso anche per niente, mentre Gesù ci insegna di fare così, quando ci lamentiamo per le sofferenze, le contrarietà e le afflizioni:

“Pensa un po’ alle mie acerbe pene e all’agonia di morte che soffrii nell’Orto, e fai allora un confronto con le tue pene. Ti troverai ancora là, sola e sofferente, ma vedrai anche Me solo ed abbandonato dai più fidi amici, che vedrai addormentati per avere omesso l’orazione; con i lumi che ti darò, Mi vedrai in mezzo alle più acerbe pene, circondato da aspidi, da vipere velenose, da cani idrofobi, quali sono i peccati di tutti gli uomini che furono, sono e saranno nel mondo, compresi anche i tuoi, i quali nell’insieme Mi pesavano tanto da farmi agonizzare e farmi sentire come se stessi per essere divorato vivo: sentendo il mio Cuore e tutta la mia Persona come messi sotto la pressione d’un torchio, sudai vivo e copioso sangue, tanto da bagnare il terreno; a tutto questo aggiungi ancora l’abbandono del Padre mio… e dimmi quando il tuo penare si è esteso a tanto?” Facciamolo questo esercizio quando ci succede di essere nella prova! Confrontiamo le nostre pene con quelle di Gesù, e ne ricaveremo grande, grandissimo beneficio! “Se ti trovi, dunque, sofferente, vuota d’ogni consolazione, ripiena d’amarezza, colma di affanni e di pene, portati con la mente presso di Me ed offrimi in sollievo quelle tue ben piccole pene” “a mia consolazione e a salvezza dell’umanità! Non solo non devi lamentarti ma usale come rimedio alle mie pene”

Se davvero siamo innamorati di Cristo, dovremo stare un po’ più attenti a lamentarci per le piccole prove della vita, qualsiasi esse siano; sono sempre briciole in confronto a ciò che ha vissuto Lui; e se pensiamo che le ha vissute per me o per te, nelle nostre pene vi troveremo consolazione, aiuto e tanto conforto.


(15) L’abbandono in Gesù per vivere nella Divina Volontà

Sempre dal Volume 1 Cap. 20 Gesù, prosegue in questo lavorio di preparare le nostre anime e i nostri corpi a ricevere il Dono della Divina Volontà in noi come vita della nostra vita.

Prima di proseguire voglio raccontarvi cosa mi è successo mercoledì: Alla S. Messa, dopo fatta la S. Comunione, stavo parlando con Gesù delle nostre cose, come si fa normalmente, e il mio pensiero era, in particolare, su questo piccolo gruppo che formiamo ora qui. All’improvviso il sacerdote, e nel sacerdote ho sentita la voce di Gesù, all’antifona dopo la Comunione legge queste precise parole del Vangelo di Giovanni, 15, 16: “Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi!” Ripeto nella voce del sacerdote mi è sembrato di sentire la voce di Gesù che si rivolgeva ad ogni singolo componente questo gruppetto.

Bene! Questo che ora ci darà è uno dei più grandi e preziosi insegnamenti per raggiungere questo Regno del Fiat Divino dentro di noi.

“(Figlia mia) Non volerti affliggere, ma cerca piuttosto di abbandonarti come morta fra le mie braccia.” Come un bambino legato in fasce, come una neonata in braccio a sua madre! Questa è la vera icona di chi vuole vivere nella Divina Volontà: vivere abbandonati anima e corpo in Essa. Umanamente parlando, l’atto di abbandonarsi ad un altro potrebbe essere o sembrare follia, invece è proprio ciò che Gesù chiede e vuole! Abbandonati come neonati in braccio a nostra madre! Questa è la vera icona di chi vuole vivere nella Divina Volontà.

“Fino a tanto che terrai gli occhi aperti per notare (e controllare) ciò che dicono le creature sul tuo conto, (se parlano bene o male di te) Io non posso agire liberamente su di te. (Gesù non perde occasione per chiederci di lasciarlo libero in noi) Non vuoi tu dunque fidarti di Me?” (Fidarsi di Gesù vuol dire non pensare, non ragionare, non calcolare, non controllare. Dice nell’11° volume Gesù: “Tanto più danno spazio alla mia Misericordia, quanta più fiducia hanno”)

“Non hai tu forse sperimentato quanto bene ti voglio? (Nessuno, nella sua vita, può dire di non avere sperimentato l’amore di Dio, anche sensibile, è impossibile! Tutti l’abbiamo sperimentato; chi più chi meno, ma tutti lo abbiamo sperimentato) Sappi che tutto ciò che permetto che avvenga su di te è diretto da Me, sia per mezzo dei demoni, che da parte delle creature. Tutto è diretto da Me per il tuo maggior bene, che ad altro non tende che a condurre l’anima tua a quello stato ultimo a cui ti ho eletto”.

Questa è una autentica rivelazione che ci fa Gesù: Noi siamo degli eletti di Dio! Dei designati! Se noi lo vogliamo! Questo obbiettivo è lo scopo dell’amore di Dio! Gesù dice che tutto è mosso dal suo amore per ogni creatura, anche se spesso scambiamo il suo amore per castigo o punizione, e di conseguenza non Lo comprendiamo; ma tutto è guidato da Lui, per farci guadagnare l’Eternità, per farci arrivare a quello stato di santità che da sempre ha pensato per noi: Tutto è nelle mani di Dio! Tutto viene da Lui!

“Voglio perciò che tu stia tranquillamente fra le mie braccia ad occhi chiusi, senza guardare, né investigare quanto avviene intorno a te, perché all’opposto (se farai diversamente) perderai il tempo e mai potrai arrivare a quello stato di vita a cui sei chiamata.”

Dovesse cadere anche il mondo, io so che sono sulle braccia del mio Gesù! Ricordiamoci che Gesù non ha chiamato solo i Santi alla santità, ma chiama tutti, uno per uno; anche noi, se lo vogliamo seguire; ma per noi la chiamata è speciale: ci chiama non più ad una santità umana ma ad una Santità Divina, la Sua! “So che sono e vivo nelle mani di Dio, quindi non mi preoccupo più di nulla, farà e provvederà a tutto Lui; io voglio solo amare ed accogliere ciò che Lui desidera darmi, per me e per tutti”. “Le mie cose sono diventate sue e le sue cose sono diventate mie!” Io mi occupo delle cose “sue” e Lui si occupa delle cose “mie”. Questo dobbiamo fare, e Lui certissimamente provvederà a noi!

Ma in quanti non ci fidiamo di Gesù perché abbiamo paura che ci chieda chissà quale sacrificio o quale rinuncia, e questo ci spaventa?! Ci frena!?

Proviamo a farci una domanda: Se qui, ora, ci apparisse Gesù e ci facesse una promessa, saremo disposti a crederGli sulla parola, incondizionatamente? Penso proprio di sì!

Bene! Gesù ora non ci appare visibilmente, ma ci fa ugualmente sentire la sua voce facendoci una solenne promessa, volume 36, 25/12/1938: “Rendere felice chi vive insieme con Me è una delle mie gioie più grandi, IO lo faccio rinascere con Me per renderlo felice!”

E alla nostra incertezza Gesù ci risponde così: volume 11, 23/4/1912: “Ti amo nella luce che riempie il tuo occhio; ti amo nell’aria che respiri; ti amo nel sibilìo del vento; ti amo nel calore e nel freddo; ti amo nel sangue che ti scorre nelle vene; ti amo nel palpito del tuo cuore; ti amo in ogni pensiero della tua mente; ti amo in ogni moto delle tue mani; ti amo in ogni passo dei tuoi piedi; ti amo in ogni parola (che ti esce dalla bocca)!”

Allora perché avere paura? Cosa temiamo? Una delle gioie più grandi per Gesù è quella di renderci felici. Se nel nostro cuore nasce qualche dubbio su queste parole del Signore, uno dei motivi è che non siamo certi di vivere in Lui; altrimenti non si spiega.

Diamoglielo, allora, questo nostro “Sì!” nella Divina Volontà, convinto e totale, e Gesù saprà mantenere le sue promesse fino in fondo; stiamone certi!

“In quanto alle persone che ti circondano, non darti alcun pensiero; usa loro profondo silenzio, (superiori, marito, moglie, collega…) sii benigna e sottomessa in tutto (nella Verità); fa in modo che la tua vita, il tuo pensiero, il tuo palpito, i tuoi respiri ed affetti. siano tutti continui atti di riparazione, offrendo insieme ad essi le molestie che ti procureranno le creature, per placare la divina giustizia” Non conosceremo mai i meriti e le grazie che attireremo su noi e su chi ci sta vicino, vivendo come morti sulle braccia della Divina Volontà, unendo la nostra vita alla Sua: Sono Grazie immense!

Dice Luisa: “È tanta l’immensità della luce di una sola parola detta da Gesù, che …. Se si unissero assieme i sapienti (della terra), resterebbero tutti confusi e muti davanti ad una sola Sua parola”. Gesù è la fonte, l’origine e la sede della Sapienza! Tanta è la luce che contiene la sua Parola! I nostri “sapienti” ragionando e ragionando, arrivano a rovesciare il significato della Parola di Dio (come sta avvenendo anche ai nostri giorni). Mi ha detto un amico che stava per laurearsi in Teologia: “Ho fatto un sogno e ho sentito Gesù che mi ha detto: “Una laurea in terra è una bocciatura in Cielo!” Da qui ha deciso di non laurearsi più e di dedicarsi a queste Verità con tutta la sua anima. D’altra parte ritorna ancora una volta la Parola di Gesù: “Ti ringrazio Padre, per avere nascosto queste cose ai potenti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli, agli ignoranti!” La Parola di Dio non è cambiata e non cambierà mai, anche se l’uomo, a volte, vorrebbe mettergli in bocca parole che non ha mai dette; Gesù ciò che ha detto non lo cambierà mai: Quella è la sua Parola e quella rimarrà!


(16) Valore della Santa Messa

Spostiamo ora un po’ l’argomento e parliamo del sacerdozio ministeriale: Forse non tutti abbiamo il concetto ben chiaro di chi è il sacerdote per Gesù e l’importanza della sua opera, anche fosse il peggiore dei sacerdoti, ce lo insegna Lui stesso sempre dal Volume 1, cap. 30/31: “Quanto è alto, grande, eccellente e sublime il ministero sacerdotale, o Gesù, a cui è data sì eccelsa dignità, non solo di trattare con Te, così da vicino, ma anche d’immolarti all’Eterno tuo Padre, come Vittima propiziatoria di amore e di pace”.

Dovremo baciare continuamente le loro mani, anche solo per questo ministero!

“Oh, come a volte la Persona di Gesù occulta affatto (fa scomparire del tutto) in Sé il sacerdote, tanto da sembrare che non il sacerdote, ma Gesù stesso celebri il Divin Sacrificio…. Ah, sì, la S. Messa…. ci ricorda la compiuta nostra Redenzione; ci fa ricordare parte per parte, le pene che Gesù patì per noi, ingrati al suo amore infinito. Ci fa comprendere che Egli, non essendo ancor contento di morire una sola volta per noi sulla croce, istituì il sacramento perenne del Sacrificio eucaristico. (Chi comprenderà mai quanto Gesù ci abbia amati e ci ama!)

La cosa più consolante che si racchiude nel santo sacrificio della Messa, è Gesù in Sacramento e la sua Risurrezione, che, in concomitanza (in contemporanea) con la sua Passione e Morte, misticamente si rinnova sui nostri altari, tante volte per quante si celebra questo sacrosanto sacrificio della Messa”.

Questa è la S. Messa che ogni giorno celebriamo nelle nostre chiese, ma forse non ce ne rendiamo conto, perché non ne conosciamo il valore vero ed autentico. Spesso viene preferita o si dà più importanza ad un’ora di adorazione Eucaristica o ad un S. Rosario che alla S. Messa, questo dice quanto conosciamo la portata e il significato del Sacrificio Eucaristico.


(17) Chi vive nella divina volontà forma il tabernacolo di Gesù

Un’altra confidenza che Gesù fa all’anima che vuole vivere nella Divina Volontà è questa: “Figlia mia, tu sei il mio tabernacolo; tanto è per Me stare nel Sacramento, quanto nel tuo cuore; anzi in te trovo una cosa in più: il poterti partecipare le mie pene e l’averti insieme con Me come vittima vivente innanzi alla divina giustizia, ciò non lo trovo nel Sacramento”. Sempre se noi lo vogliamo!

Queste poche parole, contengono tanta luce, che se ne comprendessimo anche un solo un piccolo raggio, impazziremo dalla gioia!


(18) Le anime distaccate da tutto sono gradite a Gesù

Pensiamo: C’è chi fa centinaia di chilometri, se non addirittura migliaia, per incontrare Gesù; sì, perché anche a Medjugorje si va per incontrare Gesù, attraverso sua Madre, ma si va sempre per incontrare Gesù. Questo perché si sente che si è vuoti di Dio; perché Dio è un Qualcosa, un Qualcuno distaccato da noi; non Gli viviamo insieme; siamo lontani uno dall’Altro; è per questo che sentiamo il bisogno di correre per incontrarlo; non importa quanta strada dobbiamo fare, ma Lo vogliamo incontrare. E questo è già buono, ma non è l’ottimo!

Invece per l’anima che ha dato il suo “Sì!” definitivo nella Divina Volontà, non sente questa necessità, perché quest’anima, Gesù, Lo sente in sé stessa, sua proprietà. Dice Gesù di quest’anima: Volume 2, 26/4/1899: “Sono tanto a Me gradite le anime distaccate da tutto (da parenti, amici, beni, denaro, carismi, volontà, distaccati dalla stessa vita, perché è così che vive l’anima che vive nella Divina Volontà)…..e nella misura che sanno spogliarsi, la mia luce le investe (le ricopre)…..(le anime che si spogliano di tutto) credono di spogliarsi, invece vengono a vestirsi, non solo delle cose spirituali, ma anche corporali, perché la mia provvidenza ha una cura tutta particolare e speciale per queste anime distaccate: La mia provvidenza le adombra dappertutto e succede che niente hanno, ma tutto posseggono”.

Dice Luisa a Gesù nel volume 11, 24/2/1912: “Gesù, voglio essere povera povera e piccola piccola; delle stesse Cose tue non voglio avere niente, meglio che le tenga Tu stesso. Voglio solo Te! E come avrò bisogno (del)le cose (che mi servono) Tu me le darai, non è vero o Gesù?”

E Gesù: “Brava! Brava alla mia figlia! Finalmente ho trovato una (creatura) che non vuole niente! Tutti vogliono qualcosa da Me, ma non vogliono il Tutto, cioè Me solo; mentre tu col non volere niente hai voluto tutto, è qui sta tutta la finezza e l’astuzia del vero amore!”

Siamo noi che abbiamo il terrore che Gesù ci tolga tutto, ma questo succede perché non Lo conosciamo! Siamo noi, che a torto, diffidiamo! Ecco perché Gesù in Matteo ci invita a non preoccuparci di niente, né del mangiare né del vestire, ma di cercare solo il Regno di Dio, che per tutto il resto sarà Suo impegno il procurarcelo, perché non ci manchi nulla; dobbiamo solo fidarci di Lui! E fidarsi vuol dire “non ragionare!”