Meditazioni sul 1° Volume del Libro di Cielo

5. Amore a Gesù e amore alla Croce 

Don Leonardo M. Pompei



[AUDIO] Meditazione sul 1° volume

capitoli 12-13

 

Gesù vuole che l'anima che desidera entrare nel Divin Volere impari a fare ogni cosa solo per suo amore: con Lui, in Lui e per Lui.

Lo spirito di rinuncia, mortificazione e sacrificio deve animare ogni nostra azione e pensiero, per portare il segno e l'impronta di Colui per il quale viviamo. 




Volume 1 - Capitolo 12

“Fa' che le tue opere, anche le minime, siano investite dalla carità.”

Dopo qualche tempo che cercai d'esercitarmi in queste cose, un po' facendo e un po' cadendo, sebbene veggo chiaro che ancora mi manca questo spirito di rettitudine, e ne sono sempre più confusa pensando a tanta mia ingratitudine, mi parlò e mi fece capire la necessità dello spirito di mortificazione. Sebbene mi ricordo che in tutte queste cose che mi diceva, mi soggiungeva sempre che tutto doveva essere fatto per amore suo, e che le virtù più belle, i sacrifizi più grandi, si rendevano insipidi se non avevano principio dall'amore.

«La carità - mi diceva - è una virtù che dà vita e splendore a tutte le altre, in modo che senza di essa son tutte morte; l'occhio mio non riceve nessuna attrattiva e sopra il mio cuore non hanno nessuna forza; statti dunque attenta e fa' che le tue opere, anche le minime, siano investite dalla carità, cioè: in me, con me e per me».

 


Volume 1 - Capitolo 13

“Se non hanno l'innesto con la mia croce, non possono avere nes­sun valore”.

Dunque, andiamo da capo della mortificazione. «Voglio - mi diceva - che in tutte le cose tue, anche necessarie, siano fatte per spirito

di sacrifizio. Vedi, le tue opere non possono essere riconosciute da me, come mie, se non hanno l'impronta della mortificazione. Come la moneta non è riconosciuta dai popoli se non contiene in se stessa l'immagine del loro re, anzi viene disprezzata e non curata. Così è delle tue opere: se non hanno l'innesto colla mia croce, non possono avere nessun valore. Vedi, adesso non si tratta di distruggere le creature, ma te stessa; di farti morire per vivere in me solamente e della mia stessa Vita.

È vero che ti costerà di più di quello che hai fatto, ma fatti coraggio, non temere: non tu farai, ma Io che opererò in te». Quindi ricevevo altri lumi sull'annichilazione di me stessa e mi diceva: «Tu non sei altro che un'ombra, che mentre vai per prenderla ti sfugge; tu sei niente».

Mi sentivo tanto annientata, che avrei voluto nascondermi nei più cupi abissi, ma mi vedevo impossibilitata a farlo; provavo tale rossore che ne restavo muta. mentre stavo in questo disfacimento del mio nulla, Egli mi diceva: «Fatti vicino a me, appoggiati al mio braccio, Io ti sosterrò con le mie mani e tu riceverai fortezza. Tu sei cieca, ma la mia luce ti servirà di guida. Vedi, mi metterò innanzi, e tu non farai altro che guardarmi per imitarmi».