Catechesi sull'importanza delle 24 Ore della Passione di NSGC

Brani tratti dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

< 1ª PARTE >


LETTERA INVIATA DA LUISA PICCARRETA AL SUO CONFESSORE STRAORDINARIO, SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA

“Molto Reverendo Padre,

Ecco finalmente, le rimetto le Ore scritte della Passione, e tutto a gloria di Nostro Signore. Le accludo pure un altro foglietto in cui si contengono gli affetti, e le belle promesse di Gesù per chi fa queste Ore della Passione. Io credo che se colui che le mediterà è peccatore, si convertirà, se è imperfetto diverrà perfetto, se è santo, si farà più santo, se è tentato troverà la vittoria, se è sofferente troverà in queste Ore la forza, la medicina, il conforto; e se l’anima sua è debole e povera, troverà il cibo spirituale ed uno specchio dove si rimirerà di continuo per abbellirsi e farsi simile a Gesù nostro modello.

E’ tanto il compiacimento che ne prova Gesù benedetto dalla meditazione di queste Ore, che vorrebbe che di queste meditazioni vi fosse almeno una copia per ogni città o paese, e si praticassero; allora avverrebbe che in quelle riparazioni Gesù sentirebbe riprodursi la sua stessa voce e le sue preghiere, quali le levava al Padre suo nelle 24 ore della sua dolorosa Passione; e se ciò si facesse almeno in ogni paese o città da alquante anime, Gesù pare che mi faccia intendere che la divina Giustizia rimarrebbe in parte placata, e verrebbero in parte arrestati e come smorzati i suoi flagelli in questi tristi tempi di strazi e di spargimento di sangue.

Faccia Lei, Reverendo Padre, appello a tutti: compia così l’operetta che il mio amabile Gesù mi ha fatto fare.

Onde le dico pure che lo scopo di queste Ore della Passione, non tanto è di raccontare la storia della Passione, perché molti libri ci sono che trattano questo pietoso argomento, e non sarebbe stato necessario farne un altro; ma lo scopo è la riparazione, unendo assieme i diversi punti della Passione di Nostro Signore con la diversità di tante offese, e insieme a Gesù farne degna riparazione, rifacendoLo quasi di tutto ciò che le creature tutte Gli debbono; e da ciò i diversi modi di riparare; in queste Ore cioè, in alcuni tratti si benedice, in altri si compatisce, in altri si loda, in altri si conforta il Penante, in altri si compensa, in altri si supplica, si prega, si domanda…”


GESÙ, A LUISA PICCARRETA:

“Figlia, rinata per il mio amore, su levati alla vita della mia grazia e del mio amore; corrispondimi in tutto, e come mi hai fatto compagnia con le nove considerazioni sull’eccesso del mio amore lungo la novena della mia Natività, così continua a fare le altre 24 considerazioni circa la mia Passione e Morte di Croce, distribuendole nelle 24 ore della giornata; in queste scorgerai altri eccessi più sublimi del mio amore e Mi sarai di continuo sollievo nelle dolorosissime pene che Mi vengono dalle ingrate creature; in vita sarai del tutto amante della mia Sepoltura ed in morte avrai l’ottima parte della mia Gloria”. (Volume 7)


GESÙ GRADISCE CHI RUMINA SEMPRE LA SUA PASSIONE.

(Scrive Luisa:) Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando alla Passione di Nostro Signore; mentre ciò facevo, Gesù è venuto e mi ha detto: “Figlia mia, mi è tanto gradito chi rumina sempre la Mia Passione, ne sente dispiacere e Mi compatisce, poiché Mi sento rinfrancato da tutto ciò che soffrii nel corso della Mia Passione. L’anima, ruminandola sempre, prepara un cibo continuo, nel quale ci sono tanti diversi condimenti e sapori, che formano diversi effetti. Nel corso della Mia Passione Mi diedero funi e catene per legarMi, l’anima Mi scioglie e Mi dà la libertà. Quelli Mi disprezzarono, Mi sputarono e disonorarono, ella Mi apprezza, Mi pulisce da quegli sputi e Mi onora. Quelli Mi spogliarono e Mi flagellarono; ella Mi risana e Mi veste. Quelli Mi coronarono di spine, trattandomi da Re di burla, Mi amareggiarono la bocca di fiele e Mi crocifissero, ella, ruminando tutte le mie pene, Mi corona di gloria, Mi onora per suo Re, Mi riempie la bocca di dolcezza, dandoMi il cibo più squisito quale è la memoria delle Mie stesse Opere, e, schiodandoMi dalla Croce, Mi fa risorgere nel suo cuore. Io le do per ricompensa, ogniqualvolta ella fa ciò, una nuova vita di grazia; perciò, ella è il mio cibo ed Io Mi faccio suo cibo continuo. Ciò che più Mi piace è chi rumina sempre la Mia Passione”. (Vol. 11 - 24 marzo 1913)

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