Il Santo Rosario nella Divina Volontà

MISTERI del DOLORE

Meditazioni tratte dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta


Signore, apri le mie labbra e la Tua Volontà in me preghi e lodi.

Mio Gesù, entro nel mare immenso della tua Volontà, fisso la mia volontà nella Tua e Ti chiedo la tua Volontà come Vita mia, come Vita di ogni mio atto, interno, esterno, volontario, involontario. Che tutto sia nella tua Divina Volontà, Signore, per darTi il ricambio di amore, adorazione, gloria, come se tutte le creature Ti dessero questo contraccambio completo.

Gesù, Ti amo con la Tua Volontà!

Vieni, Divina Volontà, a pregare in me e poi offri questa preghiera a Te, come mia, per soddisfare alle preghiere di tutti e per dare al Padre la gloria che dovrebbero darGli tutte le creature.

E Tu, Mamma Santa, porgi la mano alla tua piccola figlia e fammi valicare il mare del tuo amore affinché, col tuo stesso amore, io possa più facilmente chiedere che venga il Regno del FIAT Divino.

Faccio mia la tua adorazione al mio Creatore; faccio mie le tue preghiere, le tue suppliche e i tuoi sospiri per chiedere per mezzo loro il Regno del FIAT Divino.

Mamma mia, come Tu attirasti il Verbo dal Cielo per farLo scendere sulla terra nel tuo seno, così fa’ muovere il FIAT Supremo dalla sua Sede Celeste perché venga a regnare sulla terra in tutte le creature.

“Vieni, o Volere Supremo, a regnare sulla terra! Investi tutte le generazioni! Vinci e conquista tutti!”

O Dio, vieni a regnare in noi!

Signore, venga presto il Tuo Volere! 

Gesù, credo nel Tuo Amore verso di me. Prendo tutto e tutti nella Tua Volontà, perché Ti amo; e voglio amarTi, lodarTi, glorificarTi, ringraziarTi, benedirTi, ripararTi, adorarTi, per me e per tutti, nel Tuo Divino Volere, per la Tua maggiore gloria e per la santificazione universale.


PRIMO MISTERO del DOLORE 

L'Agonia di Gesù nell'Orto del Getsemani 

Stando nella tua Divina Volontà, Ti seguo, o Gesù, nell’Orto del Getsemani, per farTi compagnia e sollevarTi nella tua dolorosa solitudine.

Gesù, nella sua agonia nell’Orto degli Ulivi, schiacciato da tutti i peccati di tutti i tempi, passati, presenti e futuri, fu confortato da un Angelo. Anche noi possiamo fare da angelo a Gesù - nell’abbattimento in cui lo mettono i peccati dell’umanità - stando intorno a Lui per confortarlo e prendere parte alle sue amarezze. Ma, per potergli fare da angelo, è necessario prendere le pene di cui è intrisa la nostra vita terrena, come mandateci da Lui, perciò come pene divine; solo allora possiamo osare di confortare un Dio tanto amareggiato. Altrimenti, se prendiamo le pene in senso umano, non possiamo servircene per confortare quest’Uomo-Dio. Nelle pene che Gesù ci invia, pare ci mandi il calice dove noi dobbiamo mettere il frutto delle medesime; e queste pene, sofferte con amore e rassegnazione, si convertiranno in dolcissimo nettare per Gesù.

Quindi, in ogni pena diremo: “Gesù ci chiama a fare l’angelo intorno a Lui; vuole i nostri conforti e perciò ci fa parte delle sue pene”. Diamo allora a Gesù le pene dell’anima nostra come riparazione e come sollievo per poterlo tutto ricopiare in noi. Stiamo con coraggio ai piedi di Gesù dandogli tutto ciò che soffriamo per fare che Gesù trovi in noi la sua Umanità.

Domandiamoci: “Siamo noi di Umanità a Gesù?” L’Umanità di Gesù, che faceva? Glorificava il Padre suo; espiava; impetrava la salvezza delle anime. E noi, in tutto ciò che facciamo, racchiudiamo in noi queste tre intenzioni di Gesù, in modo da poter dire che racchiudiamo in noi tutta l’Umanità di Gesù Cristo?

Mio afflitto Gesù, mi sento attirato in quest’Orto. Mi chiami ed io corro, pensando tra me: ‘Forse il mio perseguitato Gesù Si trova in tale stato di amarezza, che sente il bisogno della mia compagnia’. Ma tutto è terrore, tutto è spavento e silenzio profondo. Tendo l’orecchio; sento un respiro affannoso ed è proprio Gesù che trovo. Ma che cambiamento! E’ triste, di una tristezza mortale, da sfigurare la sua natia beltà. Già agonizza. Mi abbraccio ai suoi piedi; mi avvicino alle sue braccia, Gli metto la mia mano alla fronte per sostenerLo e sottovoce Lo chiamo: “Gesù, Gesù!” E Lui, scosso dalla mia voce, mi guarda e mi dice:

“Figlio, sei qui? Ti stavo aspettando, ed era questa la tristezza che più M’opprimeva: il totale abbandono di tutti; e aspettavo te per farti essere spettatore delle mie pene e farti bere insieme con Me il calice delle amarezze che tra poco il mio Padre Celeste Mi manderà per mezzo dell’Angelo. Lo sorseggeremo insieme, perché non sarà calice di conforto, ma di amarezze intense e sento il bisogno che qualche anima amante ne beva qualche goccia almeno. Perciò ti ho chiamato, perché tu lo accetti e divida con Me le mie pene e Mi assicuri di non lasciarmi solo in tanto abbandono!

Figlio mio, vuoi sapere chi è che Mi tormenta più degli stessi carnefici? Anzi, quelli sono nulla a paragone di questo! E’ l’Amore Eterno, che, volendo il primato in tutto, Mi sta facendo soffrire tutto insieme e nelle parti più intime ciò che i carnefici Mi faranno soffrire a poco a poco. Ah, figlio mio, è l’Amore, che tutto prevale su di Me ed in Me! L’Amore Mi è chiodo, l’Amore Mi è flagello, l’Amore Mi è corona di spine, l’Amore Mi è tutto; l’Amore è la mia passione perenne, mentre quella degli uomini è del tempo. Figlio mio, entra nel mio Cuore, vieni a perderti nel mio Amore e solo nel mio Amore comprenderai quanto ho sofferto e quanto ti ho amato ed imparerai ad amarMi e a soffrire solo per amore”.

Mio agonizzante Gesù, per compatirTi e poterTi sollevare dall’abbattimento totale in cui Ti trovi, m’innalzo fino al Cielo e faccio mia la tua stessa Divinità e, mettendola intorno a Te, voglio allontanarTi tutte le offese delle creature. Voglio offrirTi la tua Bellezza per allontanare da Te la bruttezza del peccato; la tua Santità per allontanare l’orrore di tutte quelle anime che Ti fanno provare tanto ribrezzo, perché morte alla grazia; la tua Pace per allontanare da Te le discordie, le ribellioni e i turbamenti di tutte le creature; le tue Armonie per rinfrancare l’udito tuo dalle onde di tante voci cattive. Mio Gesù, intendo offrirTi tanti atti divini riparatori per quante offese Ti assaltano, come se volessero darTi morte, ed io coi tuoi stessi atti voglio darTi vita. E poi, o mio Gesù, voglio gettare un’onda della tua Divinità su tutte le creature, affinché, al tuo contatto divino, non più ardiscano offenderTi.

Mio amato Bene, mia Vita, il mio povero cuore non regge nel vederTi caduto a terra e bagnato del tuo proprio Sangue. In virtù di questo tuo martirio così cruento, Ti chiedo che la tua Divina Volontà estenda il suo Regno sulla terra e, con le sue armi divine, dia morte all’umano volere, occupando il proprio posto vitale in ogni cuore.

Voglio recarTi sollievo, o mio Gesù, facendo scorrere il mio ‘Ti amo, Ti adoro, Ti benedico’, in ogni goccia di Sangue che versi, in ogni tua pena, affanno e sospiro; col mio Ti amo vorrei formarTi altissime nubi che occultassero alla tua vista inorridita lo spettacolo orrendo di tanti peccati. O Gesù, se il tuo Volere Divino regnasse, Tu non Ti troveresti in tante pene, né soffriresti una agonia sì straziante; perciò assicurami che il trionfo della tua Volontà Divina non si farà più attendere a lungo!

Pater, 10 Ave, Gloria


SECONDO MISTERO del DOLORE 

La Flagellazione di Gesù alla colonna

Nella Tua Volontà, Ti seguo, o Gesù, in tutte le pene della tua Passione. Con il mio corpo voglio farTi scudo, per far ricadere su di me i colpi della tua terribile flagellazione.

Gesù flagellato è legato alla colonna mentre noi, coi nostri peccati ed attaccamenti - alle volte anche a cose indifferenti o buone in se stesse - aggiungiamo le nostre funi, non contenti delle funi con cui è stato legato. Se vogliamo sollevare l’afflitto Gesù, dobbiamo togliere prima le nostre catene, per poter giungere poi a togliere le catene delle altre creature. Queste nostre piccole catene molte volte non sono altro che piccoli attaccamenti alla nostra volontà, al nostro amor proprio un po’ risentito, alle nostre piccole vanità che, formando intreccio, legano dolorosamente l’amabile Gesù.

Fondiamoci invece continuamente con tutto il nostro essere nello straziato Gesù e, vivendo puri nella mente, nello sguardo, nelle parole, negli affetti - in modo da non aggiungere altri colpi su quel Corpo innocente - troviamoci pronti a difenderlo quando le creature Lo colpiscono con le loro offese ed insieme a Lui ripariamo tutti i peccati contro la modestia. E quando l’amante Gesù, per renderci simili a Lui, lega le anime nostre con le aridità, con le oppressioni, con i dolori e con qualunque altra specie di mortificazione, mettiamo queste pene intorno a Lui come corteggio per allontanarGli il dolore che Gli arrecano quelle anime che, sciogliendosi dalle sue catene, si allontanano da Lui.

Mio incatenato Gesù, le tue catene siano le mie, in modo che io senta sempre Te in me e Tu sempre me in Te.

Flagellato Gesù, il tuo Amore passa di eccesso in eccesso. Vedo che i carnefici prendono le funi e Ti battono senza pietà, tanto da illividire tutto il Tuo SS. Corpo, ed è tanta la ferocia, il furore nel batterTi, che sono già stanchi; ma altri due sottentrano, prendono verghe spinose e Ti battono tanto che, subito, dal Tuo Corpo SS. incomincia a scorrere a rivi il Sangue, poi lo pestano tutto, formano dei solchi e lo riempiono di piaghe. Ma non basta, altri due sottentrano ancora e, con catene di ferro uncinate continuano la dolorosa carneficina. Ai primi colpi, quelle carni peste e piagate si squarciano di più e cadono a brandelli per terra, restano scoperte le ossa, il Sangue diluvia, tanto da formarsi un lago di Sangue intorno alla colonna.

Mio Gesù, denudato Amor mio, mentre Tu sei sotto questa tempesta di colpi, io mi abbraccio ai tuoi piedi per poter prendere parte alle tue pene e restare tutto coperto del tuo preziosissimo Sangue. Sento che Tu gemi e dici:

“Voi tutti che Mi amate, venite ad imparare l’eroismo del vero amore! Venite a smorzare nel mio Sangue la sete delle vostre passioni, la sete di tante ambizioni, di tanti fumi e piaceri, di tante sensualità! In questo mio Sangue troverete il rimedio a tutti i vostri mali”.

I tuoi gemiti, Gesù, continuano a dire:

“Guardami, o Padre, tutto piagato sotto questa tempesta di colpi; ma non basta, voglio formare tante piaghe nel mio Corpo da dare sufficienti stanze nel Cielo della mia Umanità a tutte le anime, in modo da formare in Me stesso la loro salvezza, e poi farle passare nel Cielo della Divinità. Padre mio, ogni colpo di questi flagelli ripari innanzi a Te ogni specie di peccato a uno a uno e, come colpiscono Me, così scusino quelli che li commettono. Questi colpi colpiscano i cuori delle creature e parlino loro del mio Amore, tanto da forzarle ad arrendersi a Me”.

E’ accompagnandoTi nelle pene della tua dura Passione che scopro, o mio Gesù, di quale incendio d’infuocato Amore Tu soffri, tale da poter distruggere tutti i peccati anche immaginabili e possibili e da poter infiammare del tuo Amore tutte le creature anche di milioni e milioni di mondi.

Voglio anch’io, Vita mia, vivere di questo tuo infinito Amore, perciò entro in Te, o mio Gesù, in tutto il tuo interno, nelle più intime fibre della tua SS. Umanità, nei tuoi palpiti di fuoco, nella tua Intelligenza, che è come incendiata, prendo tutto questo Amore, e mi rivesto dentro e fuori del fuoco che Ti incendia. Esco poi fuori di Te e, riversandomi nella tua Volontà, vi trovo tutte le creature. Do ad ognuna di esse il tuo Amore, o Gesù, e, ritoccando i loro cuori, le loro menti con questo Amore, cerco di trasformarle tutte in amore. E poi, coi tuoi desideri, Gesù, coi tuoi palpiti, coi tuoi pensieri, con ogni tuo atto, formo Te, Gesù, nel cuore di ogni creatura. PortandoTi, quindi, tutte le creature, che tengono Te nel cuore, le metto intorno a Te per darTi ristoro e conforto. Non ho altri modi per darTi sollievo e dare ristoro al tuo Amore, che portarTi, mio Gesù, ogni creatura nel Cuore.

Mio flagellato Amore, Ti vedo ancora sotto gli spietati colpi dei carnefici: già sei irriconoscibile; il mio cuore non regge a tanto strazio, eppure i tuoi nemici non sono contenti ancora! Io vorrei metterTi in salvo coi miei ‘Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio’, vorrei strapparTi da quelle mani inique! Mio tormentato Gesù, io abbraccio i tuoi piedi divini e fo’ risuonare in ogni colpo che ricevi il mio Ti amo; ad ogni brandello di carne che Ti strappano, ad ogni piaga che si forma nel tuo Corpo, voglio gridare il mio Ti amo, per implorare che Tu ci spogli della veste dell’umana volontà e ci copra con quella del Divin Volere.

Pater, 10 Ave, Gloria


TERZO MISTERO del DOLORE 

La Coronazione di spine di Gesù 

Mio Gesù, mio Re Divino, voglio togliere dal tuo Capo quell’orrendo casco di spine e lenire col mio Ti amo e Ti benedico ogni tua piaga.

“Tutti devono aspirare ad un regno e per acquistare il Regno eterno è necessario che l’uomo acquisti il regime di sé stesso ed il dominio delle proprie passioni. L’unico mezzo è il patire, perché il patire è regnare; cioè, con la pazienza si mette a posto se stessi, facendosi re di sé stessi e del Regno eterno”.

Gesù mio, Amore infinito, i carnefici Ti mettono in piedi, ma Tu, non reggendoTi, cadi di nuovo nel tuo Sangue, e questi, irritati, con calci e spinte Ti fanno giungere nel posto dove T’incoroneranno di spine.

Mio amabile Gesù, Tu mi dici:

“Figlio mio, non perdere nulla di quanto ho sofferto; sii attento ai miei insegnamenti.

Io devo rifare l’uomo in tutto. La colpa gli ha tolto la corona e lo ha coronato di obbrobri e di confusione, sicché dinanzi alla mia Maestà non può comparire; la colpa lo ha disonorato, facendogli perdere qualsiasi diritto agli onori e alla gloria. Perciò voglio essere coronato di spine per mettere sulla fronte dell’uomo la corona e restituirgli tutti i diritti a qualunque onore e gloria. Le mie spine saranno, innanzi al mio Padre, riparazioni e voci di discolpa per tanti peccati di pensiero, specialmente di superbia e, ad ogni mente creata saranno voci di luce e di supplica perché non Mi offendano. Perciò tu unisciti a Me e prega e ripara insieme con Me”.

Coronato Gesù, i tuoi nemici incrudeliti Ti fanno sedere, Ti mettono uno straccio di porpora, prendono la corona di spine e con furia infernale Te la mettono sul capo adorabile. Poi, a colpi di bastone Ti fanno penetrare le spine nella fronte e parte Ti giungono negli occhi, nelle orecchie, nel cranio e fin dietro la nuca. Già il Sangue Ti scorre sul Volto, in modo che non si vede che Sangue; ma sotto quelle spine e quel Sangue si vede il Tuo Volto SS. raggiante di dolcezza, di pace e di amore. E i carnefici, volendo finire la tragedia, Ti bendano gli occhi, Ti mettono per scettro una canna in mano ed incominciano le loro burla. Ti salutano: Re dei Giudei; Ti battono la corona, Ti danno schiaffi e Ti dicono: “Indovina chi Ti ha percosso!” E Tu taci e rispondi col riparare l’ambizione di chi aspira ai regni, alle dignità, agli onori, e per coloro che trovandosi in tali posti di autorità e non comportandosi bene formano la rovina dei popoli e delle anime a loro affidate, e i loro cattivi esempi sono causa di spinta al male e di perdita di anime. Con questa canna che stringi in mano Tu ripari tante opere buone, ma vuote di spirito interno e fatte anche con intenzioni cattive. Negli insulti e bende Tu ripari per quelli che mettono in ridicolo le cose più sante, screditandole e profanandole, e ripari per quelli che si bendano la vista dell’intelligenza per non vedere la luce della Verità. Con questa tua benda impetri per noi che ci siano tolte le bende delle passioni, delle ricchezze e dei piaceri.

Mio Gesù, Tu mi chiami e mi dici:

“Figlio mio, queste spine dicono che voglio essere costituito Re di ogni cuore; a Me spetta ogni dominio. Tu prendi queste spine e pungi il tuo cuore, fanne uscire tutto ciò che a Me non appartiene e poi lascia dentro una spina come suggello che Io sono il tuo Re e per impedire che nessun’altra cosa entri in te. Poi gira per tutti i cuori e, pungendoli, fanne uscire tutti i fumi di superbia e il marciume che contengono e costituiscimi Re di tutti”.

Mio trafitto Gesù, metto la mia testa nella tua per tenerTi compagnia in ogni tua pena e proclamarTi vero Re Divino di ogni cuore; prendo su di me le tue atroci sofferenze e, girando per ogni spina che corona il tuo regale Capo, lenisco ogni tua piaga con il mio ‘Ti amo, Ti ringrazio, Ti riparo’ e Ti chiedo, in ogni goccia del prezioso Sangue che scende sul tuo adorabile Volto, il Regno del tuo ‘Fiat’ sulla terra come in Cielo, per la gloria della Maestà Suprema.

Mio tormentato Gesù, Vita mia, il mio Ti amo imperli ogni spina che trafigge la tua Testa ed addolcisca il tuo spasimo atroce. E Tu, da parte tua, toglici la corona di burla con cui ci coronò l’umano volere, spogliaci della sua lacera porpora e toglici di mano la canna di tante opere vuote. Donaci la corona del Tuo Volere Divino, concedici la sua porpora regale che ci rende tuoi veri figli e fa’ che lo scettro del comando del Tuo FIAT regga e domini le anime nostre.

Mio Re Gesù, il mio Ti amo penetra nell’urlo della plebe ebbra di sangue e Ti manifesta il mio amore nell’istante in cui al tuo orecchio risuona l’ingiusta condanna di morte: “Crucifige, crucifige!”. Anch’io farò sentire forte il mio grido e porrò il mio Ti amo in ciascuna voce, sul labbro di tutte le creature. O Gesù, sia crocifissa l’umana volontà e regni la Tua! Per il dolore che soffristi nell’essere condannato a morte, liberaci dalla morte a cui le anime condannano il Tuo FIAT, fa’ che la nostra volontà muoia a sé stessa e che il tuo Voler Divino risorga dominante e formi il suo Regno in tutti gli atti nostri.

Pater, 10 Ave, Gloria


QUARTO MISTERO del DOLORE 

Il viaggio di Gesù al Calvario carico della Croce

Insieme all’Addolorata Mamma, Ti accompagno, mio Gesù, sulla dolorosa Via del Calvario e, per sollevarTi, metto sulle mie spalle la Tua pesante Croce.

Straziato mio Bene, con Te riparo, con Te soffro; ma vedo che i tuoi nemici già Ti fanno trovare pronta la Croce e Tu, con amore, la guardi e con passo franco Ti avvicini per abbracciarla; ma prima la baci e dici:

“Croce adorata, finalmente ti abbraccio, tu tardasti finora, mentre i miei passi sempre verso di te si dirigevano”.

“Croce Santa, eri tu meta dei miei desideri, lo scopo della mia esistenza quaggiù; in te concentro tutto l’Essere mio, in te metto tutti i miei figli e tu sarai la loro vita e la loro luce, la difesa, la custodia, la forza; tu li sovverrai in tutto e gloriosi Me li condurrai nel Cielo. O Croce, cattedra di Sapienza, tu sola insegnerai la vera santità, tu sola formerai gli eroi, gli atleti, i martiri, i Santi. Croce bella, tu sei il mio trono e, dovendo Io partire dalla terra, tu rimarrai in vece mia; a te do in dote tutte le anime: Me le custodisci, Me le salvi, a te le affido!”

Mio penante Gesù, mentre Ti vedo camminare ricurvo sotto il pesante legno, vedo che al peso della Croce si unisce quello delle nostre colpe, enormi ed immense quanto la distesa dei cieli; e Tu, affranto mio Bene, Ti senti schiacciare sotto il peso di tante colpe; la tua Anima inorridisce alla vista di esse e sente la pena di ogni colpa; la tua Santità resta scossa di fronte a tanta bruttezza e perciò vacilli, affanni e dalla tua SS. Umanità trafila un sudore mortale.

Amor mio, non posso lasciarTi solo, voglio dividere insieme a Te il peso della Croce. Voglio darTi, a nome di tutte le creature, amore per chi non Ti ama, lodi per chi Ti disprezza, benedizioni, ringraziamenti, ubbidienza per tutti. In qualunque offesa che riceverai, io intendo offrirTi tutto me stesso per ripararTi, fare l’atto opposto alle offese che le creature Ti fanno e consolarTi coi miei baci e continui atti di amore.

Ma vedo che sono troppo misero, ho bisogno di Te per poterTi riparare davvero. Perciò: Mi unisco alla Tua SS. Umanità e, insieme a Te unisco i miei pensieri ai tuoi per riparare i pensieri cattivi miei e di tutti; i miei occhi ai tuoi, per riparare gli sguardi cattivi; la mia bocca alla tua, per riparare le bestemmie e i discorsi cattivi; il mio cuore al tuo per riparare le tendenze, i desideri e gli affetti cattivi; voglio riparare tutto ciò che ripara la Tua SS. Umanità, unendomi all’immensità del tuo amore per tutti ed al bene immenso che fai a tutti. Voglio unirmi alla Tua Divinità, e questo mio nulla lo sperdo in Essa e così Ti do il tutto. Mio pazientissimo Gesù, unisco i miei passi ai tuoi e quando Tu, sotto il peso enorme della Croce, debole, svenato e vacillante starai per cadere, io sarò al tuo fianco per sorreggerTi, presterò le mie spalle sotto di essa per dividerne insieme con Te il peso. O Gesù, Tu mi guardi e vedo che ripari per quelli che non portano con rassegnazione la propria croce, anzi imprecano, s’irritano, si suicidano e fanno omicidi; e Tu impetri a tutti amore e rassegnazione alla propria Croce.

Amor mio, Ti senti come stritolare sotto la Croce e cadi sotto di essa e, mentre cadi, urti nelle pietre; le spine si conficcano di più nel tuo Capo, mentre tutte le piaghe s’inaspriscono e danno nuovo Sangue. I tuoi nemici, con calci e con spinte cercano di metterTi in piedi.

Caduto Amor mio, lascia che Ti aiuti a metterTi in piedi, Ti baci, Ti riasciughi il Sangue, ed insieme con Te ripari per quelli che peccano per ignoranza, per fragilità e debolezza; e Ti prego di dare aiuto a queste anime. O mio Gesù, con le tue ricadute ripari le ripetute cadute nel peccato, i peccati gravi commessi da ogni classe di persone e preghi per i peccatori ostinati, per la loro conversione.

Vita mia, Gesù, la tua Mamma vuol dirTi un’ultima parola, ma i soldati impediscono che Mamma e Figlio Vi diate l’ultimo addio. Allora la tua dolente Mamma ciò che non fa col corpo, perché impedita, lo fa con l’anima: entra in Te, fa suo il Volere dell’Eterno e, associandosi in tutte le tue pene, Ti fa l’ufficio di Mamma, Ti bacia, Ti ripara, Ti lenisce ed in tutte le tue piaghe versa il balsamo del suo doloroso amore!

Mio penante Gesù, anch’io mi unisco con la trafitta Mamma; faccio mie tutte le tue pene ed in ogni goccia del Tuo Sangue, in ogni piaga, voglio farTi da Mamma ed insieme con Lei e con Te, riparo per tutti gli incontri pericolosi e per quelli che si espongono alle occasioni di peccare.

I tuoi nemici Ti tirano per le funi, Ti spingono, Ti alzano per i capelli, Ti danno calci e, quasi trascinandoTi, Ti conducono al monte Calvario.

Amor mio, Gesù, voglio coprire tutta la tua Croce coi miei ‘Ti amo, Ti adoro, Ti benedico’ e chiederTi che, in virtù di essa, tutte le tue pene portino alle creature la virtù del Tuo FIAT e le dispongano a ricevere il suo dominio. Voglio gridare in ogni pena che soffri, in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni caduta, in ogni strappo dei tuoi insanguinati capelli, in ogni spinta che ricevi: “Venga, venga il Regno del Tuo Volere!”.

Pater, 10 Ave, Gloria


QUINTO MISTERO del DOLORE 

La Crocifissione e Morte di Gesù 

Stando nella tua Divina Volontà, entro nella tua SS. Umanità o mio Re Crocifisso e, facendo mie le tue adorazioni, Ti adoro con adorazioni divine, mentre consolo l’Addolorata Madre.

Mio Gesù, Tu guardi la Croce che i tuoi nemici Ti stanno preparando; senti i colpi di martello con cui i tuoi carnefici formano i fori ove conficcare i chiodi che Ti terranno crocifisso e dici:

“O Croce, è vero che tu sei il mio martirio, ma fra poco sarai anche la mia vittoria ed il mio trionfo più completo e per te darò copiose eredità, vittorie, trionfi e corone ai figli miei!”

E quando i soldati Ti comandano di distenderTi su di essa, Tu, pronto, obbedisci, per riparare le nostre disobbedienze.

Amor mio Crocifisso, mentre insieme con Te mi offro all’Eterno Padre, immedesimato con la Tua Volontà, col Tuo Cuore, con le tue riparazioni e con tutte le tue pene, pare che Tu mi dica:

“Figlio mio, questa è la Mia Volontà, che tutti quelli che Mi amano, siano con Me crocifissi. Sì, vieni pure a distenderti con Me sulla Croce, ti darò vita con la mia Vita, ti terrò come il prediletto del Mio Cuore”.

O Gesù, non voglio lasciarTi, voglio venire con Te a distendermi sulla Croce e rimanere con Te inchiodato su di essa. Il vero amore non sopporta separazione. La dolente Mamma, la Maddalena, Giovanni, tutti Ti diciamo che sarà più sopportabile rimanere inchiodati con Te sulla tua Croce, che vedere Te solo crocifisso!

Vedo intanto che i carnefici, con ferocia inumana prendono la tua Mano destra, fermano il chiodo nella palma di essa e a colpi di martello lo fanno uscire dalla parte opposta della Croce. Poi, con crudeltà inaudita prendono la tua Mano sinistra, con violenza la stirano tanto per farla giungere al foro segnato, che tu resti slogato nelle giunture delle braccia e delle spalle e per la forza del dolore anche le gambe restano attratte e convulse. Con ferocia diabolica prendono i tuoi SS. Piedi e li tirano tanto, che restano slogate le ginocchia, le costole e tutte le ossa del petto. Mettono un Piede sull’altro e vi conficcano un chiodo senza punta.

O mio Gesù Crocifisso, Ti vedo tutto insanguinato come nuotare in un bagno di Sangue che chiede continuamente anime. Per la potenza dunque di questo Sangue Ti chiedo o Gesù, che nessuna più Ti sfugga!

Mio Gesù, Ti abbraccio, Ti bacio, Ti compatisco, Ti adoro e Ti ringrazio per me e per tutti.

Gesù, voglio poggiare la mia testa sul tuo Cuore e sento che ogni colpo di martello fa eco in Esso. E se non fosse già decretato che una lancia dovrà squarciartelo, le fiamme del tuo amore Te lo farebbero scoppiare. Queste fiamme chiamano le anime amanti a far felice dimora nel tuo Cuore, ed io, o Gesù, per il tuo preziosissimo Sangue Ti chiedo la santità per queste anime: non farle mai uscire dal tuo Cuore e, con la tua grazia, moltiplica le vocazioni delle anime vittime, che continuino la tua Vita sulla Terra.

Amor mio, i tuoi nemici innalzano la Croce e Tu, sospeso fra cielo e terra, Ti rivolgi al Padre:

Padre Santo, eccoMi qui, carico di tutti i peccati del mondo; non vi è colpa che non si riversi su di Me, perciò non più scaricare sugli uomini i flagelli della tua divina Giustizia, ma su di Me, tuo Figlio. O Padre, permettiMi che leghi tutte le anime a questa Croce, e che loro implori perdono con le voci del mio Sangue e delle mie piaghe. O Padre, non vedi come Mi son ridotto? Per questa Croce, in virtù di questi dolori, concedi a tutti verace conversione, pace, perdono e santità. Arresta il tuo furore contro la povera Umanità, contro i figli miei; sono ciechi e non sanno quello che fanno; perciò, guardaMi bene come sono ridotto per causa loro: se non Ti muovi a compassione per essi, T’intenerisca almeno questo mio Volto insozzato di sputi, coperto di Sangue, illividito e gonfio per i tanti schiaffi e colpi ricevuti. Pietà, pietà Padre mio! Non sentire le voci delle creature, ma la mia; son Io che soddisfo per tutti, perciò Ti prego di guardare la creatura e di guardarla in Me. Pietà della povera creatura; rispondo Io per essa con questa mia lingua amareggiata dal fiele, inaridita dalla sete, arsa e riarsa dall’amore”.

Mio Crocifisso Gesù, Tu spasimi, agonizzi sulla Croce. Il mio Ti amo suggelli i tuoi spasimi, le strette dolorose del tuo Cuore, le fiamme che Lo divorano; esso Ti sia di refrigerio, smorzi la tua sete ardente e suggelli tutte le parole che pronunziasti sulla Croce. Ricevendo nel mio Ti amo l’ultimo tuo respiro Ti supplico, per le pene strazianti che soffristi sulla Croce, di darci un ardente desiderio di vivere nella tua Divina Volontà. Con la tua Morte dona la morte al nostro volere e vita al tuo FIAT in tutti i cuori, affinché Esso trionfante e vittorioso Si stenda su tutto il genere umano e regni  come in Cielo così in terra.

Mio Gesù, un soldato, per assicurarsi della tua morte, con una lancia Ti squarcia il Cuore, aprendoTi una piaga profonda; e Tu, Amor mio, versi le ultime gocce di Sangue ed acqua che contiene il tuo infocato Cuore. Quante cose mi dice questa piaga aperta dall’amore! Sento che il tuo Cuore mi parla:

“Figlio mio, dopo aver dato tutto, da questa lancia ho voluto farmi aprire un ricovero per tutte le anime in questo Mio Cuore. Esso, aperto, griderà continuamente a tutti: ‘Venite in Me se volete essere salvi. In questo Cuore troverete la santità e vi farete santi, troverete il sollievo nelle afflizioni, la forza nella debolezza, la pace nei dubbi, la compagnia negli abbandoni. O anime che Mi amate, se volete amarMi davvero, venite a dimorare sempre in questo Cuore; qui troverete il vero amore per amarMi e fiamme ardenti per bruciarvi e consumarvi tutte d’amore’. Tutto è accentrato in questo Cuore: qui si contengono i Sacramenti, qui la mia Chiesa e la vita di tutte le anime. In Esso sento anche le profanazioni che si fanno alla mia Chiesa, le trame dei nemici, le saette che le lanciano, i miei figli conculcati, perché non c’è offesa che questo Mio Cuore non senta. Perciò, figlio mio, la tua vita sia in questo Mio Cuore; difendiMi, riparaMi, conduciMi tutti in Esso!”

Amor mio, se una lancia ha ferito il tuo Cuore per me, Ti prego, che anche Tu con le tue mani ferisca il cuor mio, i miei affetti, i miei desideri, tutto me stesso; non ci sia cosa in me che non resti ferita dal tuo amore. Tutto unisco alle pene strazianti della nostra cara Mamma, la prima Riparatrice, la Regina dello stesso tuo Cuore, la Mezzana fra Te e le creature. Anch’io con la mia Mamma voglio volare nel tuo Cuore per sentire come Essa Ti ripara e ripetere le sue riparazioni per tutte le offese che Tu ricevi.

O mio Gesù, in questo tuo Cuore ferito io ritroverò la mia vita; sicché qualunque cosa sarò per fare, l’attingerò sempre da Esso. Non più darò vita ai pensieri, ma se questi vita vorranno, prenderò i tuoi; non più vita avrà il mio volere, ma se vita vorrà prenderò la tua SS. Volontà; non più avrà vita il mio amore, se vita vorrà prenderò il tuo Amore. O mio Gesù, tutta la tua Vita è mia, questa è la tua Volontà, questo è il mio volere.

La preghiera dell’afflitta Madre

“O Croce, crudele sì, ma santa, perché divinizzata e santificata dal contatto del mio Figlio! Quella crudeltà che usasti con Lui, ricambiala in compassione per i miseri mortali e, per le pene che ha sofferto su di te, impetra grazia e forza alle anime che soffrono, affinché nessuna si perda per causa di tribolazioni e croci. Troppo mi costano le anime: mi costano la vita d’un Figlio Dio, ed io, come Corredentrice e Madre, le lego a te, o Croce”.

Le confidenze della Madre dolente sotto la Croce

“Figlia mia, devi sapere che ogni pena del mio caro Figlio apriva un mare di dolore nel mio trafitto Cuore. Perciò ascoltami: voglio parlarti dei gravi mali della tua volontà umana.

Guarda il Mio straziato Figlio nelle mie braccia, come è sfigurato! E’ il vero ritratto dei mali che il volere umano fa alle povere creature. Ed il mio caro Figlio volle soffrire tante pene per rialzare questa volontà caduta nel basso di tutte le miserie; ed ogni pena di Gesù ed ogni mio dolore la chiamano a risorgere nella Volontà Divina.

Fu tanto il nostro amore che, per mettere al sicuro questa volontà umana, la riempimmo delle nostre pene, fino ad affogarla ed a chiuderla dentro i mari immensi dei miei dolori e di quelli del mio amato Figlio.

Perciò dammi per contraccambio nelle mie mani la tua volontà, affinché la chiuda nelle piaghe sanguinanti di Gesù, come la più bella vittoria della sua Passione e Morte e come trionfo dei miei acerbissimi dolori”.

Mamma dolente, è stata la mia volontà ribelle che Vi ha fatto tanto soffrire. Perciò Ti prego che la chiuda nelle piaghe di Gesù.

Mamma desolata, la tua cara figlia vuole ad ogni pena darTi un sollievo, un compatimento. Anzi, vorrei essere Gesù per poterTi dare tutto l’amore, tutti i conforti, i sollievi e i compatimenti che Ti avrebbe dato lo stesso Gesù in questo tuo stato d’amara desolazione. Perciò, mettimi al suo posto nel tuo materno Cuore.

“Figlia carissima, voglio trovare in te la Volontà Divina operante dominante e che non ceda alla tua volontà neppure un respiro di vita. Allora sì, ti scambierò col mio Figlio Gesù, perché stando la sua Volontà in te, in Essa sentirò Gesù nel tuo cuore e le mie pene si cambieranno in gioie ed i miei dolori in conquiste”.

Le piaghe di Gesù ed i dolori della Mamma mia, mi diano la grazia di far risorgere nella Volontà di Dio la volontà mia. 

Pater, 10 Ave, Gloria, Salve Regina


Litanie alla Divina Volontà

Padre, nella Tua Volontà

illuminaci

Figlio, nella Tua Volontà

trasformaci

Spirito Santo, nella Tua Volontà

santificaci

DIVINA VOLONTA’, faro luminoso del Padre

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, faro redentivo del Figlio

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, faro santificante dello Spirito Santo

Venga il Tuo Regno

FIAT creante, sostegno della Creazione

Venga il Tuo Regno

FIAT redimente in Gesù nostra salvezza

Venga il Tuo Regno

FIAT santificante che ci modelli nella Santità della Trinità

Venga il Tuo Regno

FIAT Supremo, che trasformi l’umano in Divino

Venga il Tuo Regno

FIAT conquistante, che rapisci le umane volontà

Venga il Tuo Regno

FIAT Divino, che riallacci la Divinità con l’umanità

Venga il Tuo Regno

DIVINA VOLONTA’, trasformatrice dei Cuori

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, depositaria della Divina Volontà nelle anime

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, forza invincibile

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, Luce dell’umanità

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, parte operante nella Trinità

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, stella che riflette la Divinità

Venga il Tuo Regno

FIAT Divino, ordine della creazione

Venga il Tuo Regno

FIAT regnante nelle anime pacifiche

Venga il Tuo Regno

FIAT redentivo con la discesa del Verbo

Venga il Tuo Regno

FIAT trionfante nella Vergine Maria

Venga il Tuo Regno

FIAT parlante in tutta la Creazione

Venga il Tuo Regno

FIAT operante nel silenzio dei cuori

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, stella della Divinità

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, modello dell’Essere Supremo

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, dispensatrice degli attributi divini

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, eco divino di tutta la Creazione

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, Tabernacolo di Maria SS.

Venga il Tuo Regno

Divina Volontà, specchio della Santità Divina

Venga il Tuo Regno

SS. TRINITA’, fonte di unità

Venga il Tuo Regno

SS. TRINITA’, essenza di santità

Venga il Tuo Regno

SS. TRINITA’, unione perfetta di Volontà

Venga il Tuo Regno

Prega per noi Regina del Divin Volere:

affinché la Divina Volontà regni sulla terra come in Cielo.

 “Nel mio Volere c’è la forza creatrice: da un solo Fiat uscirono miliardi e miliardi di stelle; dal ‘Fiat mihi’ della mia Mamma, da cui la Redenzione ebbe origine, escono miliardi e miliardi di atti di grazia che si comunicano alle anime; Anche il terzo Fiat deve correre insieme con gli altri due Fiat, deve moltiplicarsi all’infinito ed in ogni istante deve dare tanti atti per quanti atti di grazia si sprigionano dal mio Seno. I tuoi atti riempiranno Cielo e terra, si moltiplicheranno con gli atti della Creazione e Redenzione e se ne farà uno solo”.


Consacrazione della volontà umana alla Regina del Cielo

MAMMA dolcissima, eccomi prostrato dinanzi ai piedi del tuo trono per offrirti il mio immenso amore! Qual figlio tuo voglio intrecciare come in un serto profumato tutte le preghiere, le giaculatorie, le promesse che tante volte Ti feci, di non compiere mai più la mia volontà.

MAMMA, io depongo questa bella corona nel tuo grembo come attestato di amore e di ringraziamento: accettala, Ti prego e prendila fra le tue mani per dimostrarmi che gradisci il mio dono. Col tocco delle tue dita materne converti in altrettanti Soli i piccoli atti che cercai di fare nella Volontà di Dio.

O sì, MADRE Regina, il tuo caro figlio vuol offrirti oggi gli omaggi di luce e di Soli fulgidissimi. So bene che Tu ne possiedi già tanti, tuttavia non sono quelli del figlio tuo; io, perciò, voglio darti i miei, per dirTi che Ti amo e che m’impegno di amarTi sempre più.

MAMMA Santa, Tu mi sorridi: deh, con la tua consueta bontà accetta il mio dono ed io Te ne sarò tanto riconoscente!

Quante cose vorrei dirTi! MAMMA, ascolta: Io rinchiudo nel tuo Cuore materno le mie pene, i miei timori, le mie debolezze e tutto l’essere mio, come in luogo di rifugio, mentre Ti consacro senza riserva la mia volontà. Deh, o MADRE mia, accettala, fanne un trionfo della grazia, trasformala in un campo dove la Divina Volontà possa estendere il suo Regno! Questa volontà a Te consacrata ci renderà inseparabili e ci terrà in continui rapporti; le porte del Cielo non si chiuderanno più per me, perché avendoTi affidata la mia volontà, Tu verrai a stare con il tuo figlio in terra e il tuo figlio andrà a vivere con la sua MAMMA in Cielo. Oh, come sarò felice allora!

Senti, MAMMA carissima: per rendere più solenne questa consacrazione io chiamo qui presenti la Trinità Sacrosanta, gli Angeli ed i Santi e dinanzi a tutti protesto con giuramento di fare per sempre solenne rinunzia della mia volontà.

Ed ora, Sovrana REGINA, Ti chiedo come compimento per me e per tutti la tua Santa Benedizione. Scenda essa come celeste rugiada sui peccatori e li converta, sopra gli afflitti e li consoli, sopra il mondo intero e lo trasformi nel bene, sulle anime purganti e smorzi loro il fuoco che le brucia. La tua benedizione materna sia pegno di eterna salvezza a tutte le anime.

Così sia.

Benedizione

Sovrana Regina, stando nella Divina Volontà, Ti chiedo per me e per tutti la tua Santa Benedizione.

Scenda essa come celeste rugiada sui peccatori e li converta, sopra gli afflitti e li consoli, sopra il mondo intero e lo trasformi nel bene, sulle anime purganti e smorzi loro il fuoco che le brucia. La tua Benedizione materna sia pegno di eterna salvezza a tutte le anime!

Nella Divina Volontà Maria SS. ci benedica, ci preservi da ogni male e pronunci in noi il suo Fiat!

Gesù, sperdi la mia volontà nella Tua e dammi la Tua per vivere.