Libro di Cielo - Volume 12°

Ottobre 8, 1917 (22)

Come chi ama supplisce a Gesù.

Continuando il mio solito stato, il mio amabile Gesù quando appena[1] è venuto, e stando io molto in pena mi ha detto:

“Figlia mia, ciò che è stato fatto da me, tutto è eterno. Sicché la mia umanità sofferente non doveva essere per un tempo, ma finché il mondo sarà mondo; e siccome la mia umanità in cielo non è più capace di patire, me ne servo delle umanità delle creature facendole parte delle mie pene per continuare la mia umanità sulla terra. E questo con giustizia, perché stando io in terra incorporai in me tutte le umanità delle creature, per metterle in salvo e far tutto per loro. Ora stando in cielo diffondo questa mia umanità in loro - specie a chi mi ama - le mie pene e tutto ciò che fece la mia umanità per il bene delle anime traviate, per dire al Padre: ‘La mia umanità sta in cielo, ma anche in terra nelle anime che mi amano e soffrono’. Perciò la mia soddisfazione è sempre com­pleta, le mie pene stanno sempre in atto, perché le anime che mi amano mi suppliscono. Perciò consolati quando soffri, perché ricevi l’onore di supplirmi”.

 



[1] quando appena, cioè: appena per un momento

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