[AUDIO] Meditazione sul 2° volume

capitolo 38 - Giugno 20, 1899

capitolo 39 - Giugno 21, 1899

 

Gesù spiega a Luisa che smetterà di peccare solo quando dimenticherà se stessa e che la stabilità e la costanza sono il segreto del progresso nella santità e l'unico modo per non disperdere e sprecare le grazie preparate per noi da Gesù.

Le mostra il grande san Luigi Gonzaga spiegandole come la sua vita fu un incendio di amore a Gesù.




Volume 2 - Capitolo 38

Giugno 19, 1899 

Gesù si lamenta di certe anime a lui consacrate

 

Avendo passato ieri una giornata di purgatorio per la privazione quasi totale del sommo Bene e per le tante tentazioni che mi metteva il demonio, mi pareva che facessi tanti peccati. Oh, Dio che pena, offendere Dio! Questa mattina, appena visto Gesù, subito gli ho detto: “Gesù buono, perdonami i tanti peccati che feci ieri”; e volevo dirgli tutto il male che mi sentivo d’aver fatto. Egli spezzando il mio dire mi ha detto:

“Se fai scomparire te stessa, non farai mai peccati”.

Io volevo continuare a dire, ma Gesù facendomi vedere molte anime devote e mostrandomi di non voler sentire ciò che gli volevo dire, ha ripreso di nuovo a dire:

“Quello che più mi dispiace di queste anime è l’instabilità nel fare il bene; basta una piccola cosa, un dispiacere, anche un difetto, mentre allora è il tempo più necessario per stringersi più a me, e quali invece si irritano, si disturbano e tralasciano il bene incominciato. Quante volte ho preparato loro le grazie per darle e, vedendole così instabili sono stato costretto a ritenerle!” Però, conoscendo che non voleva sapere niente di quello che volevo dirgli e vedendo il mio confessore che stava poco bene nel corpo, ho pregato a lungo per lui, e facendogli varie domande, che non è qui necessario il dirle. E Gesù a tutto benignamente mi ha risposto, e così è finito.

 


Volume 2 - Capitolo 39

Giugno 20, 1899 

Gesù le mostra come la grande santità di Luigi Gonzaga è frutto del grande amore per Dio

 

Si continua quasi sempre lo stesso. Questa mattina pare che Gesù abbia voluto sollevarmi un poco, dopo che per qualche tempo sono andata in cerca di lui. Da lontano ho visto un bambino; come fulmine che cade dal cielo, così vi accorsi. Appena giunta, l’ho preso fra le mie braccia, e venendomi un dubbio che non fosse Gesù gli ho detto: “Tesoretto mio caro, dimmi un po’ chi sei”.

Ed egli: “Io sono il tuo caro ed amato Gesù”.

Ed io a lui: “Bambinello mio bello, ti prego di prendere il mio cuore e portarlo con te in paradiso, che appresso al cuore vi verrà l’anima”. Gesù pareva che mi prendesse il cuore e l’univa talmente al suo che ne faceva uno solo. Dopo si è aperto il cielo, parendo che si preparava ad una festa grandissima; nell'atto stesso è sceso dal cielo un giovane di vago aspetto, tutto scintillante di fuoco e fiamme. Gesù mi ha detto:

“Domani è la festa del mio caro Luigi, devo andare ad assistere”.

Ed io: “E me poi mi lasciate sola? Come farò?”

Ed egli: “Anche tu ci verrai. Vedi quanto è bello Luigi? Ma quello che fu più in lui, che lo distinse in terra, era l’amore con cui operava. Tutto era amore in lui, l’amore gli occupava l’interno, l’amore lo circondava [al]l’esterno, sicché anche il respiro si poteva dir ch'era amore; perciò di lui si dice che non patì mai distrazione, perché l’amore l’inondava da per tutto, e da questo amore sarà inondato eternamente, come tu vedi”. E così pareva che era tanto grande l’amore di San Luigi, che poteva incenerire tutto il mondo.

Poi Gesù ha soggiunto: “Io passeggio sopra i più alti monti e vi formo la mia delizia”. Io, non intendendo il significato, [Gesù] ha ripreso a dire: “I monti più alti sono i santi che più mi hanno amato, ed io vi faccio la mia delizia, e quando stanno sulla terra e quando passano su in cielo; sicché il tutto sta nell'amore”.

Dopo ciò ho pregato Gesù che mi benedicesse, a me ed a quelli che in quel momento vedevo; ed egli dando la benedizione è scomparso.