“Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere grandi, opere a cui tutta l’umana famiglia deve prendere parte - sempre che il volesse! - è mio solito di accentrare in una sola creatura tutti i beni, tutte le grazie che questa opera contiene, affinché tutti gli altri, come a fonte, possano attingere quel bene quanto ne vogliano. Quando faccio opere individuali do cose limitate, invece quando faccio opere che devono servire al bene generale, do cose senza limite. Ciò feci nell'opera della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un Uomo e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili, dovetti elevarla tanto, da mettere in Lei il Germe della stessa fecondità Paterna, e come il mio Celeste Padre Mi generò vergine nel suo Seno, col Germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna, ed in questo stesso Germe procedette lo Spirito Santo, così la mia Celeste Mamma, con questo Germe eterno, tutto verginale della fecondità Paterna, Mi concepì nel suo seno vergine, senza opera d’uomo.

La Trinità Sacrosanta dovette dare del suo a questa Vergine Divina per poter concepire Me, Figlio di Dio. Mai la mia Santa Mamma poteva concepirmi, non avendo Lei nessun germe. Ora, siccome Lei era della razza umana, questo Germe della fecondità eterna diede virtù di concepirlo Uomo, e siccome il Germe era divino, nel medesimo tempo Mi concepì Dio. E siccome nel generarmi, il Padre, nel medesimo tempo procedette lo Spirito Santo, così nel medesimo tempo che generai nel seno della mia Mamma, procedette la generazione delle anime. Sicché tutto ciò che ab aeterno successe alla Santissima Trinità in Cielo, ripete nel seno della cara Mamma mia. 

L’opera era grandissima ed incalcolabile a mente creata; doveva accentrare tutti i beni ed anche Me stesso per fare che tutti potessero trovare ciò che volevano...” (Vol. 15 - aprile 14, 1923)

“Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza del suo Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino s’incontrò col Fiat della mia Mamma, se ne fecero uno solo. Il mio Fiat la innalzò, la divinizzò, la adombrò e, senza opera umana concepì Me, Figlio di Dio. Nel solo mio Fiat poteva concepirmi: il mio Fiat le comunicò l’immensità, l’infinità, la fecondità in modo divino e perciò potette restare concepito in Essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito.

Non appena disse: ‘Fiat Mihi’, non solo s’impossessò di Me, ma adombrò insieme tutte le creature, tutte le cose create; sentiva tutte le vite delle creature in Sé e d’allora incominciò a farla da Madre e da Regina di tutti. Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma! Se li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!” (da LIBRO DI CIELO - Vol. 12 - 10.01.1921)


Nel Volume 16 del LIBRO DI CIELO, l’8 dicembre 1923, la Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive:

Stavo pensando all’Immacolato Concepimento della mia Mamma Regina; e dopo aver fatto la Santa Comunione, il mio sempre amabile Gesù si faceva vedere nel mio interno, come dentro d’una stanza tutta luce, ed in questa luce faceva vedere tutto ciò che aveva fatto in tutto il corso della sua vita. Si vedevano schierati in ordine tutti i suoi meriti, le sue opere, le sue pene, le sue piaghe, il suo Sangue, tutto ciò che conteneva la Vita di un Uomo e Dio, come in atto di prevenire un’Anima a Lui tanto, tanto cara, da qualunque minimo male che potesse ombrarla. Io stupivo nel vedere tanta attenzione di Gesù; e Lui mi ha detto:

“Alla mia piccola, piccola neonata, voglio far conoscere l’Immacolato Concepimento della Vergine, concepita senza peccato.

Tu devi prima sapere che la mia Divinità è un Atto solo; tutti gli atti suoi si concentrano in Uno solo. Questo significa essere Dio, il portento più grande della Nostra Essenza Divina: non essere soggetto a successione di atti; e se alla creatura sembra che ora facciamo una cosa ed ora un’altra, è piuttosto che facciamo conoscere ciò che c’è in quel solo Atto, ed essendo la creatura incapace di conoscerlo tutto d’un solo colpo, glielo facciamo conoscere a poco a poco.

Ora, tutto ciò che Io, Verbo Eterno, dovevo fare nella mia assunta Umanità, formava un solo atto con quell’Atto Unico che contiene la mia Divinità. Sicché, prima che questa nobil Creatura fosse concepita già esisteva tutto ciò che doveva fare sulla terra il Verbo Eterno; onde nell’atto che questa Vergine fu concepita, si schierarono intorno al suo Concepimento tutti i miei meriti, le mie pene, il mio Sangue e tutto ciò che conteneva la Vita d’un Uomo Dio, e restò concepita negli interminabili abissi dei miei meriti, del mio Sangue Divino, e nel mare immenso delle mie pene. In virtù di Essi restò Immacolata, bella e pura, ed al nemico restò sbarrato il passo dagli incalcolabili Meriti miei e non poté recarle nessun nocumento.

È giusto che chi doveva concepire il Figlio d’un Dio, doveva prima essere Lei concepita nelle opere di questo Dio, per poter tenere virtù di concepire quel Verbo che doveva venire a redimere il genere umano. Sicché Lei prima restò concepita in Me, ed Io restai concepito in Lei; non restava altro che, a tempo opportuno, farlo conoscere alle creature, ma nella Divinità era come già fatto.

Perciò Colei che più raccolse i frutti della Redenzione, anzi ebbe il frutto completo, fu questa eccelsa Creatura che, essendo concepita in Esso, amò, stimò e conservò come cosa sua tutto ciò che il Figlio di Dio operò sulla terra.

Oh! la bellezza di questa tenera piccina! Era un prodigio della Grazia, un portento della Nostra Divinità. Crebbe come Figlia Nostra, fu il nostro decoro, la nostra allegrezza, l’onore e la gloria nostra”.

Onde, mentre ciò diceva il mio dolce Gesù, io pensavo nella mia mente: “È vero che la mia Regina Mamma fu concepita negli interminabili meriti del mio Gesù, ma il suo sangue, il suo corpo, furono concepiti nel seno di S. Anna, la quale non era esente dalla macchia di origine; dunque, come può essere che nulla ereditò dai tanti mali che tutti abbiamo ereditato dal peccato del nostro primo padre Adamo?”

E Gesù: “Figlia mia, tu non hai capito ancora che tutto il male sta nella volontà. La volontà travolse l’uomo, cioè la sua natura, non la natura travolse la volontà dell’uomo; sicché la natura restò al suo posto, quale fu da Me creata, nulla cambiò; fu la sua volontà che si cambiò e si mise niente di meno che contro una Volontà Divina. E questa volontà ribelle travolse la sua natura, la debilitò, la contaminò e la rese schiava di vilissime passioni. Successe come ad un recipiente pieno di profumi o di cose preziose: se si svuota e si riempie di marciume o di cose vili, forse cambia il recipiente? Cambia ciò che si mette dentro, ma esso è sempre quello che è; al più si rende più o meno apprezzabile a seconda di ciò che contiene. Tale fu dell’uomo.

Ora, alla mia Mamma l’essere concepita in una creatura della razza umana non Le recò nessun nocumento, perché la sua anima era immune da colpa. Tra la sua volontà e Quella del suo Dio non c’era divisione; le correnti divine non trovavano intoppo né opposizione per riversarsi su di Lei; in ogni istante stava sotto la pioggia dirotta di nuove grazie. Onde, con questa volontà e quest’anima tutta santa, tutta pura, tutta bella, il recipiente del suo corpo che prese dalla sua madre restò profumato, riabilitato, ordinato, divinizzato, in modo da restare esente anche da tutti i mali naturali da cui è invasa l’umana natura.

Ah, sì! … Fu proprio Lei che ricevette il germe del “Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra”, e questo La nobilitò e La restituì al suo principio, quale fu da Noi creato l’uomo, prima che peccasse; anzi glielo fece sorpassare, La abbellì di più ancora, ai continui flussi di quel FIAT che ha solo virtù di produrre immagini tutte simili a Colui che le ha create. Ed in virtù di questa Volontà Divina che agiva in Lei si può dire che ciò che Dio è per natura, Lei è per grazia.

La Nostra Volontà tutto può fare e dovunque può giungere, quando l’anima Ci dà la libertà d’agire e non interrompe con la sua volontà umana il nostro operato”.


La Vergine con l’essere concepita concepì il Regno del FIAT, col nascere ci restituì i diritti di possederlo

Il 16 settembre 1928 (Vol. 24) Luisa scrive: 

Il mio abbandono nel FIAT è continuo - scrive Luisa – e mentre seguivo i suoi atti, la mia povera mente si è fermata a pensare al concepimento della Celeste Regina ed alla sua grande fortuna d’essere preservata dalla macchia originale, ed il mio amato Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: 

“Figlia mia, il germe con cui fu concepita la Sovrana Celeste, fu preso dalla stirpe umana, come tutte le altre creature, come l’ebbi anch'Io. Però c’è questa gran differenza, non concessa a nessun’altra creatura, che in questo germe umano prima che venisse concepita la sua bell'anima, il mio FIAT con la sua onnipotenza accentrò i suoi raggi in questo germe, e con la sua luce e calore annientò e fece morire ciò che di male c’era in esso, purificandolo del tutto e rendendolo puro e santo, ed esente dalla macchia d’origine, e poi fu concepita in questo germe l’Immacolata Bambina. Sicché, tutto il portento dell’Immacolato Concepimento fu operato dalla Mia Divina Volontà; non fece un altro germe umano, né lo distrusse, ma lo purificò, e col suo calore e luce gli tolse tutti gli umori che aveva contratto questo germe dal peccato di Adamo, e fece ritornare il germe umano in Lei come era uscito dalle nostre mani creatrici. 

Perciò, come fu concepita la Piccola Vergine Regina, così fu concepito in Lei e nelle umane generazioni il Regno della Mia Divina Volontà, perché Noi nel formare e dare ad una creatura grazie sorprendenti, guardiamo in lei tutta l’umanità, tutta l’umana famiglia, come se fosse una sola. 

Vedi dunque, come fu concepita la Vergine in questo germe esente d’ogni macchia, che fu tutta opera del FIAT Divino, così fu concepito di nuovo nell’umanità il Suo Regno Divino. E come l’Immacolata Verginella nacque, così fu restituito il diritto di poterlo possedere. 

Ora, venendo Io sulla terra a prendere umana carne, me ne servii del germe della Sovrana del Cielo, e si può dire che insieme con Lei lavorammo per formare di nuovo questo Nostro Regno nelle umane generazioni. Quindi non rest’altro che conoscerlo per possederlo. Perciò sto manifestando ciò che al Regno ed alla Mia Volontà Divina appartiene, acciocché la creatura segua le sue vie, segua i suoi passi ed entri in possesso di Essa, e la Mia Divina Volontà col suo calore e luce ripeterà il prodigio di togliere gli umori cattivi che possiede il germe umano. E per essere sicura metterà il germe della sua luce e calore e si costituirà vita del germe, e così si scambieranno il possesso. La Mia Divina Volontà prenderà possesso del germe per formarvi la sua vita di luce, di calore e santità, e la creatura ritornerà a prendere di nuovo il possesso del Regno del Mio FIAT Divino. 

Vedi dunque figlia mia, tutto sta preparato, non ci vuol altro che farlo conoscere, e perciò Io ho tanta premura che si conosca ciò che riguarda il Mio Divin Volere, per gettare nelle creature il desiderio di possedere un sì gran Bene, affinché la Mia Volontà, attirata dai desideri di esse, possa accentrare i suoi raggi luminosi e col suo calore compiere il prodigio di restituire il diritto di possedere il Suo Regno di pace, di felicità e di santità”.


Alla data 8 dicembre 1922 - Vol. 15 -, del diario di Luisa leggiamo:

Sull’Immacolato Concepimento di Maria SS.

Stavo pensando al gran portento dell’Immacolato Concepimento della mia Regina e Celeste Mamma e nel mio interno mi sentivo dire:

“Figlia mia, l’Immacolato Concepimento della mia diletta Mamma fu prodigioso ed al tutto meraviglioso, tanto che Cieli e terra ne stupirono e fecero festa. Tutte e Tre le Divine Persone fecero a gara: il Padre fece sboccare un mare immenso di Potenza; Io, Figlio, sboccai un mare infinito di Sapienza, e lo Spirito Santo un mare immenso d’eterno Amore, che confondendosi ne formarono uno solo; ed in mezzo a questo mare fu formato il Concepimento di questa Vergine, eletta fra le elette. Sicché la Divinità somministrò la sostanza di questo Concepimento, e non solo era centro di vita di questa mirabile e singolare Creatura, ma questo mare Le stava d’intorno, non solo per tenerla difesa da tutto ciò che potesse ombrarla, ma per darle in ogni istante nuove bellezze, nuove grazie, potenza, sapienza, amore, privilegi, ecc. Sicché la sua piccola natura fu concepita nel centro di questo mare, e si formò e crebbe sotto l’influsso di queste onde divine; tanto che, non appena fu formata questa nobile e singolare creatura, non volle aspettare come il solito delle altre creature; volle i suoi amplessi, il ricambio del suo amore, i suoi baci, godersi i suoi innocenti sorrisi; e perciò non appena fu formato il suo Concepimento, Le diedi l’uso di ragione, La dotai di tutte le scienze, Le feci conoscere le Nostre gioie ed i Nostri dolori a riguardo della Creazione; e fin dal seno materno Lei veniva nel Cielo, ai piedi del Nostro Trono, per darCi gli amplessi, il ricambio del suo amore, i suoi teneri baci, e gettandosi nelle Nostre braccia Ci sorrideva con tale compiacenza di gratitudine e di ringraziamento da strappare i Nostri sorrisi.

Oh, come era bello vedere questa innocente e privilegiata Creatura, arricchita di tutte le qualità divine, venire in mezzo a Noi, tutta amore, tutta fiducia, senza paura, perché il solo peccato è quello che mette distanza tra Creatore e creatura, spezza l’amore, sperde la fiducia ed incute timore.

Sicché, Lei veniva in mezzo a Noi come Regina, che col suo amore, dato da Noi, Ci tirava ai suoi voleri, Ci rapiva, Ci metteva in festa e si faceva rapitrice d’altro amore; e Noi La facevamo fare, godevamo dell’amore che Ci rapiva e La costituimmo Regina del Cielo e della terra.

Cielo e terra esultarono e fecero festa insieme con Noi, nell’avere dopo tanti secoli la loro Regina… Il sole sorrise nella sua luce, e si credette fortunato nel dover servire la sua Regina col darle la luce; il cielo, le stelle e tutto l’universo sorrisero di gioia e fecero festa, perché dovevano allietare la loro Regina, facendole vedere l’armonia delle sfere e della loro bellezza; sorrisero le piante che dovevano nutrire la loro Regina, ed anche la terra sorrise e si sentì nobilitata nel dover dare l’abitazione e farsi calpestare dai passi della sua Imperatrice.

Solo l’inferno pianse e si sentì perdere le forze dal dominio di questa Sovrana Signora.

Ma sai tu quale fu il primo atto che fece questa Celeste Creatura quando si trovò la prima volta innanzi al Nostro Trono?

Lei conobbe che tutto il male dell’uomo era stato la rottura tra la volontà sua e Quella del Suo Creatore, e Lei ebbe un tremito, e senza frapporre tempo in mezzo legò la sua volontà ai piedi del mio Trono, senza neppure volerla conoscere, e la Mia Volontà si legò a Lei e si costituì centro di Vita, tanto che tra Lei e Noi si aprirono tutte le correnti, tutti i rapporti, tutte le comunicazioni, e non ci fu segreto che non Le affidammo. Fu proprio questo l’atto più bello, più grande, più eroico che fece, il deporre ai nostri piedi la sua volontà, e che a Noi, come rapiti, Ce la fece costituire Regina di tutti.

Vedi, dunque, che significa legarsi con la Mia Volontà e non conoscere la propria?

Il secondo atto fu offrirsi a qualunque sacrificio per amore Nostro.

Il terzo, di restituirCi l’onore, la gloria di tutta la Creazione, che l’uomo Ci aveva tolto col fare la sua volontà; e fin dal seno materno pianse per amore Nostro, perché Ci vide offesi, e pianse per il dolore dell’uomo colpevole. Oh! come Ci intenerivano queste lacrime innocenti, ed affrettavano la sospirata Redenzione!

Questa Regina Ci dominava, Ci legava, Ci strappava grazie infinite; C’inclinava tanto verso il genere umano, che non potevamo né sapevamo resistere alle sue replicate istanze.

Ma donde Le veniva un tale potere e tanta ascendenza sulla stessa Divinità? Ah, tu l’hai capito: era la potenza del Nostro Volere che agiva in Lei, che, mentre La dominava, La rendeva dominatrice di Dio medesimo. E poi, come potevamo resistere a sì innocente Creatura, posseduta dalla Potenza e Santità del Nostro Volere? Sarebbe resistere a Noi Stessi. Noi scorgevamo in Lei le Nostre Qualità Divine; come onde affluivano su di Lei i riverberi della Nostra Santità, i riverberi dei Modi divini, del Nostro Amore, della Nostra Potenza, ecc., ed il Nostro Volere che ne era il centro attirava tutti i riverberi delle Nostre Qualità Divine e si faceva corona e difesa della Divinità abitante in Lei. Se questa Vergine Immacolata non avesse avuto il Volere Divino come centro di Vita, tutte le altre prerogative e privilegi di cui tanto l’arricchivamo sarebbero stati un bel nulla a confronto di questo. Fu questo che Le confermò e le conservò i tanti privilegi: anzi, in ogni istante ne moltiplicava dei nuovi.

Ecco perciò la causa per cui La costituimmo Regina di tutti - perché quando Noi operiamo, lo facciamo con ragione, sapienza e giustizia - perché mai diede vita al suo volere umano, ma fu sempre integro il Nostro Volere in Lei. Come potevamo dire ad un’altra creatura: “Tu sei regina del Cielo, del sole, delle stelle, ecc.”, se invece di avere il Nostro Volere per dominio, fosse dominata dal suo volere umano? Tutti gli elementi, Cielo, sole, terra, si sarebbero sottratti dal regime e dominio di questa creatura; tutti avrebbero gridato nel loro muto linguaggio: “Non la vogliamo! Noi siamo superiori a lei perché mai ci siamo sottratti al Tuo Eterno Volere; qual ci creasti, tali siamo”, avrebbero gridato il sole con la sua luce, le stelle col loro scintillio, il mare con le sue onde, e così tutto il resto. Invece, come tutti sentirono il dominio di questa Vergine eccelsa che, quasi come loro sorella, non volle mai conoscere la sua volontà ma solo Quella di Dio, non solo fecero festa, ma si sentirono onorati d’avere la loro Regina e corsero intorno a Lei a farle corteggio ed a tributarle gli ossequi, col mettersi la luna come sgabello ai suoi piedi, le stelle come corona, il sole come diadema, gli Angeli come servi, gli uomini come attendenti; tutti, tutti Le fecero onore e Le resero i loro ossequi.

Non c’è onore e gloria che non si possa dare al Nostro Volere, sia che agisca in Noi, nella propria sede, sia che abiti nella creatura…”


Ecco ora il brano dell’8 dicembre 1937 - Vol. 35:

Sul Concepimento della Regina; la sua corsa d’amore; dove si trovava il suo Creatore, si trovava Lei per amarlo. Restava concepita in ciascuna cosa creata e veniva costituita: Regina e Madre universale di tutti e di tutto.

 

Oggi - scrive Luisa - la mia povera mente nuotando nel Voler Divino trovava in atto il Concepimento della Regina del Cielo, ed oh, le meraviglie, le sorprese, sono indescrivibili! E pensavo tra me: “Ma che altro può dire sull'Immacolato Concepimento, dopo averne detto tanto?” Ed il mio amabile Gesù, sorprendendomi, tutto in festa, come se volesse festeggiare il Concepimento della Celeste Regina, mi ha detto:

“Figlia mia benedetta, oh, quant’altre cose tengo da dire sul Concepimento di questa Celeste Creatura! Era una Vita che creavamo, non opera, dall'opera alla vita c’è gran differenza, e poi, Vita divina ed umana, in cui ci dovea essere sommo accordo di santità, d’amore, di potenza, che l’una dovea poter pareggiare coll'altra. Furono tali i prodigi che facemmo nel creare questa Vita, che dovettimo fare il prodigio più grande ed una catena di miracoli, per fare che questa Vita potesse contenere i beni che in Lei depositammo.

Questa Santa Creatura, concepita senza macchia d’origine, sentiva la Vita del suo Creatore, la sua Volontà operante, la Quale non faceva altro che far sorgere nuovi mari d’amore; ed oh, come Ci amava! Ci sentiva dentro di sé e fuori di sé, ed oh, come correva per potersi trovare dovunque e da per tutto dove c’era la Vita del suo Creatore! Per Lei sarebbe stato il più duro e crudele martirio se non potesse trovarsi da per tutto per amarci. La nostra Volontà La metteva in volo, e la nostra Vita, mentre stava in sé, si faceva trovare da per tutto per farsi amare e per godersi Colei che tanto amava e [dalla Quale] era riamata.

Ora senti un’altra sorpresa. Come [Ella] fu concepita cominciò la sua corsa, e Noi, amandola d’amore infinito - ed il non amarla sarebbe anche per Noi il più crudele martirio! - quindi come correva per rintracciare fuori la nostra Vita che possedeva dentro - perché un bene non è mai completo se non si possiede dentro e fuori - quindi, come correva, così restava concepita nel cielo, nelle sfere celesti, [in] cui le stelle Le facevano corona e La inneggiavano e declamavano come loro Regina, ed acquistava i diritti di Regina su tutte le sfere celesti. La nostra Immensità l’aspettava nel sole, ed Essa correva e restava concepita nel sole, il quale facendosi diadema al suo capo adorabile La investiva di luce e La decantava Regina della luce. La nostra Immensità e Potenza L’aspettava nel vento, nell'aria, nel mare, ed Essa correva, correva, non facendo mai sosta alla sua corsa, e restava concepita nel vento, nell'aria, nel mare, ed acquistava i diritti di Regina su tutto.

Sicché la Sovrana Signora fa scorrere la sua potenza, il suo amore, la sua maternità nel cielo, nel sole, nel vento, nel mare, fin nell'aria che tutti respirano. Sicché dovunque e da per tutto ed in tutti restò concepita; dove vi era la nostra Potenza ed Immensità, erigeva il suo trono per amarci ed amare tutti. Questo fu il più gran miracolo che fece il nostro Amore potente: bilocarla, moltiplicarla in tutto e da per tutto.

La Celeste Regina fa come il sole, che se qualcuno non vuole la sua luce, la luce s’impone e dice: ‘O mi vuoi o non mi vuoi, devo fare il mio corso, devo darti luce’. Però qualcuno si può nascondere dalla luce del sole, ma dalla Sovrana Signora non si può nascondere nessuno; se ciò non fosse, non si potrebbe dire coi fatti Regina e Madre universale di tutti e di tutto, e Noi non sappiamo dire parole se non facciamo i fatti. Vedi dunque dove giunse la nostra Potenza, il nostro Amore nel Concepimento di questa Santa Creatura? Fino ad elevarla a tale altezza e gloria da poter dire: 

‘Dove c’è il mio Creatore ci sono io per amarlo. Mi ha investita di tale potenza e gloria, che sono Sovrana di tutto, tutto da me dipende; il mio dominio si estende ovunque, tanto che mentre sono concepita in tutte le cose, tengo concepito in me il cielo, il sole, il vento, il mare e tutto, tutto posseggo in me, anche il mio Creatore, e ne sono Sovrana e padrona di tutti. Questa è tutta la mia altezza inarrivabile, la mia gloria che nessuno può giungermi, il mio grande onore: che col mio amore abbraccio tutti, amo tutti e son di tutti, fino la Madre del mio Creatore!’”