La Passione di Gesù nella Divina Volontà 

18ª MEDITAZIONE

“Padre, se è possibile passi da me questo calice, cioè, che le anime, sottraendosi alla nostra Volontà, vadano perdute. Questo calice per me è molto amaro, però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”.

O Gesù, delizia del mio cuore, vedo che a turbe a turbe tutti i peccati, le nostre miserie, le nostre debolezze, i delitti più enormi, le ingratitudini più nere ti si fanno incontro, ti si gettano addosso, ti schiacciano, ti feriscono, ti mordono. E tu, che fai? Il sangue che ti bolle nelle vene fa fronte a tutte queste offese, rompe le vene ed a larghi rivi esce fuori, ti bagna tutto, scorre a terra, e dai sangue per offese, vita per morte. Ah, Amore, in che stato ti vedo ridotto! Già tu spiri! O mio Bene, dolce mia Vita, deh, non morire! Solleva la faccia da questa terra che hai bagnata col tuo santissimo sangue. Vieni fra le mie braccia. Fa che io muoia in vece tua.

Ma allora sento la voce tremola e moribonda del mio dolce Gesù, che dice:

“Padre, se è possibile, passi da me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta”.

È già la seconda volta che sento ciò dal mio dolce Gesù! Ma che cosa mi fai intendere con questo “Padre, se è possibile, passi da me questo calice”? O Gesù, ti si fanno avanti tutte le ribellioni delle creature; quel Fiat Voluntas tua, che doveva essere la vita di ogni creatura, lo vedi respinto da quasi tutti, ed invece di trovare la vi­ta trovano la morte. E tu, volendo dar la vita a tutti e fare una solenne riparazione al Padre per le ribellioni delle creature, per ben tre volte ripeti:

“Padre, se è possibile passi da me questo calice, cioè, che le anime, sottraendosi alla nostra Volontà, vadano perdute. Questo calice per me è molto amaro, però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”.

Ma mentre dici questo, è tale e tanta la tua amarezza che ti riduci agli estremi, agonizzi e stai in atto di dare l’ultimo anelito.

O mio Gesù, mio Bene, giacché sei nelle mie braccia, voglio anch’io unirmi a te; voglio ripararti e compatirti tutte le mancanze e i peccati che si fanno contro il tuo Santissimo Volere, ed insieme pregarti che in tutto io faccia sempre la tua Santissima Volontà. La tua Volontà sia il mio respiro, la mia aria; la tua Volontà sia il mio palpito, il mio cuore, il mio pensiero, la mia vita e la mia morte.

Ma, deh, non morire! Dove andrò senza di te? A chi mi rivolgerò? Chi mi darà più aiuto? Tutto finirà per me. Deh, non mi lasciare! Tienimi come vuoi, come più ti piace, ma tienimi con te, sempre con te. Non sia mai che anche per un istante resti separata da te. Lasciami piuttosto raddolcirti, ripararti e compatirti per tutti, perché vedo che tutti i peccati di qualunque specie siano, ti pesano sopra.

(Meditazione tratta dalla 6ª ORA de Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.)