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“Io non guardo l’opera, ma l’intensità dell’amore che l’operare contiene”.

Stando infastidita per non poter fare certe mortificazioni, parendo che il Signore mi aborrisse perciò non permetteva che le facessi, il benedetto Gesù nel venire mi ha detto:

“Figlia mia, chi veramente mi ama non si infastidisce mai di niente e tutte le cose cerca di convertire in amore. Per qual motivo volevi tu mortificarti? Certo per amor mio, ed io ti dico: per amor mio mortificati e per amor mio prendi i sollievi, e l’uno e l’altro saranno innanzi a me d’uguale peso. A seconda la dose di amore che contiene un’azione, fosse anche indifferente, così si aumenta il peso, perché io non guardo l’opera, ma l’intensità dell’amore che l’operare contiene.

Perciò non voglio nessun fastidio in te, ma sempre pace, perché i fastidi, le turbazioni, è sempre l’amor proprio che vuol uscire a regnare, o il nemico per far danno.

(Libro di Cielo 6° Volume - 22 luglio 1905)